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Palla Mancata |
ANNO XXV - NUMERO 1 5 APRILE 2025 |
| Notiziario quasi serio su quello che riguarda, non riguarda o potrebbe riguardare il softball, e non solo, a Caronno Pertusella e dintorni | ||
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STAGIONE NUMERO 57 |
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CHI, COME, DOVE E PERCHÉ |
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DA UN QUARTO DI SECOLO |
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Senza accorgercene si apre la stagione 25 di Palla Mancata. Un ringraziamento va a quanti si sono alternati come opinionisti, dedicando il loro tempo a trovare spunti, a rinfocolare polemiche, a fare pronostici... si spera divertendosi. Lo scorso anno dicevamo: tanto ci leggiamo solo tra di noi. Anche se fosse così ne vale sempre la pena, sono nate nuove amicizie e ci scappa anche qualche risata, che come tutti sanno fa bene. A proposito, chi ci segue non tralasci di dotarsi dei due volumi nei quali ci stanno tutti gli articoli di PM dei primi vent'anni. In vendita al bar del Francesco Nespoli. Non si ricorda a memoria Dox che non esordisce con un titolo catastrofista. Per la nota legge "ciò che dice Dox porta sfortuna" non vorremmo che il pronostico non infausto preludesse a qualche catastrofe sportiva. Chi ha frequentato il box dello speaker e dei classificatori al Francesco Nespoli si ricorderà le frasi celebri, tra le quali ricordiamo (è successo più di una volta) quella che preannunciava un possibile perfect game, immediatamente seguita da una base ball, un colpito o una valida. La stagione 2025 è anche quella del Campionato Mondiale Under 15 a Caronno Pertusella e Legnano. Un riconoscimento alle società ospitanti e ai loro impianti. la macchina organizzativa è complessa e si è messa in moto, come direbbero gli anglosassoni full throttle per noi sarebbe: a manetta. Auguriamoci che il meteo sia favorevole, perché una stagione tutta d'un fiato lascia ben poche chance per i recuperi, specialmente nel girone di ritorno. Quindi: buon softball a tutti, in campo e fuori. |
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Personaggio della settimana: Pedro e Raul, all'esordio ufficiale al Francesco Nespoli. |
| AD OVEST DI PAPEROPOLI |
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BENEDIKT BLAHOSLAV BUKOWSKI BAR |
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Lunedì ore 5:30 il campanello sgraziato suona forte a un volume insopportabile per qualunque essere umano, figuriamoci per un misofano (?) intollerante a suoni anche molto più deboli come masticazione, atti deglutitori e rumore di passi. Incurante dei miei disturbi e dell'ora notturna il sonaglio prosegue a disturbare fino a quando sciorinando una preghiera in gaelico mi trascino alla porta e la spalanco, pronto a maledire e insultare il malcapitato disturbatore. Appoggiato al campanello con un sorriso ebete sulla faccia trovo un vecchio amico, Benedikt Blahoslav, compagno di bevute dai tempi della rivoluzione dell'ottobre 1972. Senza darmi il tempo di respirare l'omone si lancia in casa e dopo aver saccheggiato il frigorifero e il mobile bar, si accomoda a gambe divaricate sul mio amato tappeto persiano Bakhtyar donatomi da un discendente di Nasir Al-Din. Masticando disgustosamente a bocca aperta si lancia a raccontarmi che prima di venire a Torino è passato da Bariola travestito da ragazzo delle consegne per portare gorgonzola e polenta taragna che il "Kaczynski" della varesina ama abbinare al "Nero di Troia passera scopaiola" della "Masseria spaccafico". Insomma Benedikt riesce a carpire delle frasi dette dai fratelli "Dalton". Il Club di Bariola vuole vincere il vincibile in questa stagione e ha investito i proventi illegali della produzione di erba cipollina per ingaggiare allenatori nuovi, giocatrici orientali e una macchina per la produzione della grappa al mirtillo fortemente desiderata da Dox. Nei prossimi mesi sapremo se la rivoluzione tecnico tattica e alcolica produrrà dei risultati, restiamo come sempre alla finestra in attesa degli sviluppi dei quali, cari consumatori di escargot vi terremo informati. La rivoluzione non è passata solo dai coltivatori compulsivi di tarassaco, silene e portulaca, il vento del cambiamento ha soffiato forte anche a Bologna, donandoci (vedremo poi se si tratta di un dono) donandoci, dicevo un nuovo Consiglio Federale dotato naturalmente di tutti gli optional, compreso un Presidente. Marco Mazzieri è il nono Presidente nella storia della FIBS, prima di lui Anco Marzio, Tullo Ostilio, Numa Pompilio e Di Leonardo Emilio un mio caro collega di lavoro ai tempi della fabbrica di cera a freddo usata per la depilazione dei "Petauri dello zucchero" originari dell'Oceania, che negli anni "90 infestavano le piantagioni di gianduiotti della colline di Alba. "Sarò il Presidente di tutti, non lasceremo indietro nessuno". Queste le parole del Presidente subito dopo le elezioni, sinceramente me lo auguro con tutto il cuore, poiché già sto prendendo la cittadinanza e la nazionalità nelle isole Kiribati non condividendo appieno le scelte dei politici di qualunque colore del mio paesello, non vorrei anche essere costretto a iscrivermi alla Federazione di Lacrosse. Benedikt ora vuole offrirmi da bere, forse è meglio perché si è bevuto anche l'acqua dei gerani Andremo al Bukowski Bar, un tugurio fatiscente gestito da un polacco ex trasportatore di frutti esotici che spesso mi racconta di quando andava in Bariola a consegnare Guana e Avocado per il bagno personale del signore di quelle terre, Davy Jones dei Bariaibi.
Arrivederci e Grazie |
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| FERO, FERS, TULI, LATUM, FERRE |
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CAMBIARE LE REGOLE
DEL GIOCO |
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Nel 1892, in America, è stata fondata una ditta che da allora produce una bevanda dolce, scura, non alcoolica, dalla formula segreta. Il successo è stato enorme, e il monopolio praticamente assoluto. Successivamente, ancora nel 19° secolo, un’altra ditta era stata fondata in America, anch’essa produttrice di una bevanda analoga, ma senza il minimo successo commerciale. Più volte sull’orlo del fallimento, negli Anni ’30 decise di cambiare le regole del gioco, vendendo allo stesso prezzo del più noto concorrente un quantitativo doppio di bevanda, lanciando in pratica i bottiglioni formato famiglia e riuscendo ad accaparrarsi fette di mercato e costringendo la ditta più famosa ad adeguarsi e a mettere a sua volta sul mercato i bottiglioni. Nello sport, a cambiare le regole del gioco in modo clamoroso fu Dick Fosbury, che inventò un nuovo modo di approcciare l’asticella nel salto in alto. Agli inizi venne deriso da tutti, in modo alquanto scettico nessuno credeva alla minima possibilità di successo. Ma nel 1968, con la sua tecnica, vinse le Olimpiadi e i critici dovettero ricredersi, al punto che il cosiddetto Fosbury-Flop è stato copiato praticamente da tutti e oggi è la tecnica standard per il salto in alto. Negli ultimi decenni, a cambiare le regole del gioco nel baseball è stato soprattutto Billy Beane, general manager degli Oakland Athletics, reso fra l’altro famoso dal film Moneyball (e tutt’ora non riesco a capire come siano stati in grado di ricavare un film da un libro come Moneyball). Billy Beane ha messo in pratica quanto da parecchio tempo stava affermando un certo Bill James, che aveva sviluppato numerosissime nuove statistiche molto più efficaci di quelle tradizionali per valutare i giocatori e aveva iniziato a valutare statisticamente le strategie di gioco, oltre a coniare il termine sabermetrica, che deriva da SABR (Society for American Baseball Research, nata con l’obiettivo di catalogare azione per azione quanto accaduto nel baseball professionistico americano a partire dalla seconda metà del 19° secolo). Billy Beane riuscì, con un capitale a disposizione molto ridotto, a competere contro i grandi ricchi del baseball americano, e poco per volta la sua strategia, visto che funzionava, venne copiata praticamente da tutte le altre società. Al punto che Bill James venne assunto dai Boston Red Sox, che anche grazie alle sue strategie riuscirono a vincere le World Series dopo un’attesa di 86 anni. Ora le società di Major League hanno alle dipendenze decine e decine di statistici e negli ultimi anni la sabermetrica ha proseguito la sua opera fornendo statistiche sempre più efficaci anche nella gestione delle partite: nell’era dell’informazione e dei dati, non ci si vuole più lasciar guidare dall’”istinto” dei manager. |
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| TRA CURVE E PARABOLE |
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PLAY BALL, SPRING
IS BACK! |
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Dopo mesi di allenamenti tra le mura della palestra, tra esercizi, pesi, scatti e battute contro reti che ormai conosciamo meglio dei nostri stessi compagni di squadra, è finalmente arrivato il momento tanto atteso: si torna sul campo! L’aria aperta, il profumo della terra rossa (o almeno di quella polverosa che si solleva al primo scivolamento azzardato) e il suono delle mazze che colpiscono la palla segnano l’inizio della stagione. Le ragazze sono pronte, le mazze fremono, e i genitori rispolverano le sedie da campeggio e il kit da supporter professionista: thermos di caffè, cappellino con visiera, crema solare protezione 50 e una scorta illimitata di incitazioni che vanno dal motivazionale all’apocalittico ("Dai che ci sei!", "Buon occhio!", "Arbitro, ma sei serio?!"). Il campo, che fino a ieri sembrava una palude post-era glaciale, è stato rimesso in sesto grazie all’infaticabile lavoro di eroi volontari, e ora eccolo lì, pronto ad accogliere scivolate spettacolari e prese al volo da veri campioni (o, più probabilmente, qualche nuvola di polvere e una dose industriale di terra rossa nei pantaloni). La luce naturale, il vento imprevedibile e la vastità del diamante rendono il ritorno un’esperienza di riadattamento. Le prime battute, i primi lanci e qualche errore fanno parte del processo, ma il vero obiettivo è ritrovare il ritmo di gioco e affinare le abilità tecniche. Oltre alla competizione, la stagione porta con sé rituali e tradizioni, dai riti scaramantici prima della partita alle playlist musicali che accompagnano il riscaldamento, ogni squadra ha le proprie abitudini irrinunciabili. Che la nuova stagione abbia inizio! Che si riempiano le basi, che gli strike-out siano pochi e che gli home run siano tanti! Che le risate negli spogliatoi si moltiplichino, che il meteo regga almeno fino alla fine del primo inning. E soprattutto, che gli allenatori riescano a conservare la voce almeno fino alla fine del campionato. |
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| TRA
SPEAKER E SCORER
(Dialoghi
tra sordi) di DOX |
Speaker’s corner Si chiama così l’angolo di Hyde Park in Londra dove chiunque, salito su una sedia o anche solo su una cassetta vuota della frutta può tenere discorsi sparandole grosse quanto vuole. Questo è anche il compito dello speaker di Caronno. |
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FUTURO UN PELO MEGLIO |
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Sono 25 anni, un quarto di secolo, che scriviamo riguardo al softball e dintorni.
Come da regolamento nel
titolo di apertura deve esserci la parola futuro. Fatto. Intanto la A1 è a dieci e non a nove (il che era veramente squallido), non abbiamo una devastante fermata estiva che spaccava in due la stagione, falsava il campionato e perdeva il seguito dei pochi tifosi, abbiamo un nuovo presidente che è stato sui campi e quindi speriamo bene.
Primo segnale una nazionale
con uno staff di gente che sa di cosa parla. Ma non gasiamoci troppo. I problemi grossi rimangono e sono i soliti: straniere che vanno e vengono, giovanili, mancanza di atlete. Le società si cannibalizzano tra loro per completare i roster, in Lombardia per formare squadre U13 devono mettersi insieme due/tre società diverse. Appaiono anche finalmente ragionamenti logici: chi aveva programmato il Torneo delle Regioni in Sardegna? A parte trovare i soldi per organizzarli, ma quale comitato regionale aveva i mezzi per affrontare una trasferta assurda? Vedremo ora se tra Emilia e Lombardia si riesca a rimediare. E se poi saltassimo tutto? Una bella finale andata e ritorno tra le due sopracitate, e la vincente prosegue per la Little League. Va bene, dai, facciamo una poule a quattro con Veneto e Piemonte. E chiudiamo con i consueti pronostici, visto che abbiamo sempre indovinato (controllate gli scorsi anni). Finale scudetto solita tra Bollate e Forlì, per gli altri due posti in post-season vediamo Pianoro, Caronno, Saronno. Le altre sulla carta veramente equilibrate, per indicare la coda classifica bisognerà aspettare parecchio, se Rovigo non porta a casa una forte lanciatrice oriunda l’ultimo posto è suo.
Commento dopo la prima
giornata. Rovigo pensa di affrontare la A1 con delle di bambine? Brave finché vuoi, ma 36-0 non si era mai visto da secoli. Prende 28 valide, concede 14 BB e commette 4 errori. O arrivano Ueno e Faraimo o sono guai grossi.
Anche Pianoro non scherza,
visto a Caronno al Torneo Prealpi ha un line-up da paura, l’americana
batte settima! Infatti Castelfranco concede 10 BB e ben 32 valide.
Saronno impatta con
Collecchio. La lanciatrice tedesca ottiene 20K (!!!) ma perde la
partita. Tra lei e Toniolo concedono 12 BB, un filino troppe. Ultima riflessione : ma perché continuo a fare gli score? Le statistiche sono totalmente inutili, Bollate e Pianoro battono 51 valide contro nessuno, poi restano magri a zero contro una forte straniera. Che significato ha pubblicare una media battuta? |
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