|
|
Palla Mancata |
ANNO XXV - NUMERO 2 12 APRILE 2025 |
| Notiziario quasi serio su quello che riguarda, non riguarda o potrebbe riguardare il softball, e non solo, a Caronno Pertusella e dintorni | ||
|
PRIMO DERBY |
|
CHI, COME, DOVE E PERCHÉ |
|
CE N'È PER TUTTI |
|
Il presunto editor, vorrebbe passare il turno dopo lo sforzo per i commenti in calce agli articoli qui sotto. Ciò provocherebbe le rampogne degli altri e una serie infinita di commenti, rigorosamente inter nos, ancor più defatiganti (def: che affatica, logorante, stancante). E allora introduciamo un nuovo tema: tifoso o tecnico? In settimana si discuteva sull'effettivo valore della nostra squadra di A1 2025. Dopo la vittoria su Forlì c'è molto ottimismo e subito sono nate le due posizioni: siamo uno squadrone o siamo una buona squadra, che tuttavia non deve sottovalutare nessuna altra squadra del campionato? Appartenendo alla seconda posizione sono stato tacciato di mancanza di "spirito di corpo", se così si può dire. Ma, al tempo!, un conto è andare in campo per vincere, contro chiunque, un altro è conoscere il gioco, le atlete e gli avversari e fare una valutazione tecnica dei valori in campo. Qui sta la differenza tra il tifoso e il tecnico. Se il tecnico non sa valutare la propria squadra, punti forti e punti deboli (soprattutto i punti deboli), come fa a mettere in campo la formazione migliore, ma soprattutto a guidare la squadra in partita cercando di prevenire le situazioni più critiche. Una volta si usava il termine "trionfalistico" per indicare un eccesso di ottimismo, che vada al di là di una concreta valutazione della realtà. E chi non è "trionfalista" rischia di essere considerato un "disfattista". Questo può andare bene per il tifoso, ma non per il tecnico. Il suggerimento è dunque un sano bagno di umiltà e di realismo. Naturalmente la discussione è aperta. |
|
|
|
Personaggio della settimana: Riko Murayama, esordio vincente contro Forlì. |
| AD OVEST DI PAPEROPOLI |
|
|
Shikoku Chikayoshi Matsuda |
|
|
Con la testa appoggiata allo specchio del bagno sono alla ricerca di me e di un'ora di sonno, alle orecchie mi arriva la voce di Samuele che canta: "...sono una nuvola fra poco pioverà. E non c'è niente che mi sposta o vento che mi sposterà". Maledetta radiosveglia impostata alle 4 del mattino per ricordarmi di dare da mangiare ai due metalupi di Giovanni Rana,ormai sono sveglio e sento il grazioso campanello suonare. Alla porta elegantemente fasciato nella sua divisa da "oshiya" (omino che spinge le persone dentro ai treni) trovo Chikayoshi Matsuda, l'amico oltre ad essere un oshiya è anche Presidente del TDR (Threat Detection and Response) un importante manifestazione giovanile che si occupa di sicurezza e coinvolge tutte le regioni del Giappone. Molte perplessità erano a suo tempo state sollevate a causa delle difficoltà per raggiungere Shikoku da Gallarate o Sperlonga, ma l'idea di premiare per una volta l'isola da tutti invisa per le problematiche logistiche sembrava una buona idea. Il Consiglio dei Saggi ha però bloccato l'organizzazione dell'evento di cybersecurity incerto sulle coperture finanziarie. Chikayoshi con gli occhi arrossati mi spinge in casa e mentre mi punta una katana alla gola con la mano libera mi sventola sulla faccia dei documenti firmati dalla regione di Shikoku. Senza muovere un muscolo spostando solo gli occhi riesco a mettere a fuoco una cifra, 300.000 yen, quel documento diceva che Chikayoshi aveva trovato il denaro, o almeno una buona parte di esso per organizzare il Threat Detection and Response 2025. Sposto molto lentamente la lama e per calmarlo gli verso un generoso bicchiere di "Shochu" famoso per essere il whisky giapponese di cui ho fatto una grossa scorta per non consumare whisky americano. Al quarto bicchiere, ubriaco fradicio finalmente si addormenta e posso riflettere. Hesse diceva "di ogni verità anche il contrario è vero", ma sinceramente ho sempre pensato che la verità è unica e non ci sono gradazioni o sfumature. Il concetto di verità è assoluto senza alcuna possibilità di relativismo. Mi odierà ora l'amico di Saronno Max detto"biglia" consumatore abituale di amaretti scaduti, ma mi sgorga dal fegato una citazione di Seneca dalle Epistulae morale "veritas in omnem partem sui eadem est", la verità da qualunque lato è sempre la stessa. Attendiamo notizie dal consiglio dei saggi.
Buona continuazione. --- Sul concetto di verità già divampa la polemica con in nostro opinionista oltre Ticino, con polemici scambi di email, ma riserviamo la discussione ad altri momenti. Invece, sul TDR (Threat Detection and Response), incuriosito, mi sono informato approfondendo la questione. Intanto i 300.000 yen rappresenterebbero meno della metà di quanto necessario per tenere la manifestazione sulla sicurezza a Shikoku e già qui la discussione potrebbe dirsi chiusa. Tuttavia, in aggiunta, amici giapponesi (indovinate come mai abbiamo questi agganci...) mi hanno anche detto che l'isola di Shikoku è meta di appassionati che vanno a vedere le rane locali nel periodo in cui si esercitano al classico "salto della rana", periodo che precede quello della schiusa delle uova. Per loro esperienza per organizzare una così partecipata manifestazione come il TDR, proprio nel periodo delle rane, occorre partire almeno con sei mesi di anticipo. È quindi logico che il Consiglio dei Saggi abbia dovuto rinunciare all'evento, nell'imminenza delle scadenze. Vi sono anche alcuni che parlano di dissapori legati al recente cambio dei vertici dello stesso Consiglio, ma li consideriamo pettegolezzi di cui non tenere conto. |
|
|
|
|
| FERO, FERS, TULI, LATUM, FERRE |
![]() |
|
STATISTICHE
INUTILI? |
|
|
Nel numero 1 di Palla Mancata di quest’anno Dox scrive, spero provocatoriamente: “Le statistiche sono totalmente inutili”. Ovviamente, un’affermazione del genere mi trova in completo disaccordo. Certo, ci sono statistiche apparentemente poco utili, o fuorvianti, se non addirittura controproducenti, ma la maggior parte delle statistiche è utile, se non utilissima. Il fatto è che le statistiche non sono semplici numeri da prendere in considerazione in quanto tali, ma vanno contestualizzate, interpretate e, soprattutto, capite. Non sto pensando alle statistiche che vanno per la maggiore, come la media battuta o la media PGL, ma sto pensando ad analisi più profonde, che possano permettere di ottenere un certo vantaggio sulla squadra avversaria quando vengono applicate in partita o nella compilazione del line up. Media battuta, media PGL e simili possono andare bene per la compilazione di classifiche individuali, ma non sono utili più di tanto per la valutazione di una giocatrice. Pensando alla media battuta, mi viene in mente il campionato under 19: con una regular season di 12 partite; si rischia di valutare la media battuta delle singole giocatrici sulla base di 30-40 turni alla battuta e che una valida concessa o negata significhi 25 punti in più o in meno nella media, un’enormità. Il confine fra valida ed errore è spesso molto labile e dipende soprattutto dalla valutazione del classificatore, che può sì cercare di essere imparziale, ma che (più o meno) inconsciamente può farsi indirizzare verso una decisione o verso l’altra da fattori non propriamente tecnici, come simpatia, rapporto di amicizia, etc. Ricordo che una trentina di anni fa, un pezzo grosso (allora come oggi) del Comitato Nazionale Classificatori mi disse: “In questo caso non si può dare errore all’interbase: è troppo carina!”
Quindi, secondo me, si deve continuare a fare queste statistiche,
queste e soprattutto altre, ma è importante valutarle e
interpretarle in modo corretto. Non vi siete capiti. Dox è uomo delle statistiche, non si sognerebbe mai di negarne l'utilità. Lui stesso è una statistica vivente, è infatti detto "la persona del 10". A seconda dei casi, infatti, occorre moltiplicare o dividere per 10 quello che afferma. Nello specifico interpreto la sua disillusione con il fatto che le squadre cambiano anche parecchio nel corso del campionato e che i turni di battuta della squadra A contro la lanciatrice debole della squadra B non sono gli stessi di quelli della squadra C contro la fortissima lanciatrice della squadra A, arrivata a metà maggio. Dopo di che sono convinto che nessun manager si affidi solo alle statistiche per fare la formazione. Anche se ne tiene conto l'ultima decisione spetta alla sua capacità di manager. |
|
|
| TRA CURVE E PARABOLE |
![]() |
|
IL FAIR PLAY NON
VA IN PANCHINA |
|
|
Nel softball si corre, si lancia, si suda, ci si sporca… e sì, a volte si sbaglia anche base. Ma tutto questo fa parte del gioco. C’è però qualcosa che vale più di una bella battuta o di una presa spettacolare: il fair play. È una regola non scritta, non la troveremo su un manuale o su un cartello appeso al campo. È il rispetto per gli altri, per il gioco, per se stessi. È dire “good job” anche a chi ti ha appena eliminato. È non cercare scuse quando le cose vanno storte. È sapere che si può essere tosti senza essere scorretti. Il fair play si nota nei piccoli gesti: chi tende la mano dopo uno scontro in base, chi fa un sorriso anziché una smorfia, chi applaude una bella azione anche se è dell’altra squadra. E sì, si nota anche quando si conte
ta una decisione
dell’arbitro, ma comunque con compostezza e rispetto. Alla fine, nessuno si ricorderà solo del punteggio. Ma tutti si ricorderanno di come hai giocato. E se lasci il campo con il sorriso, con la maglietta sudata e il cuore leggero, allora sì: hai davvero vinto. Il fair play non si allena… si sceglie. Ogni giorno, ogni azione, ogni partita. E chi lo porta in campo, fa la differenza—sempre. |
|
|
| TRA
SPEAKER E SCORER
(Dialoghi
tra sordi) di DOX |
Speaker’s corner Si chiama così l’angolo di Hyde Park in Londra dove chiunque, salito su una sedia o anche solo su una cassetta vuota della frutta può tenere discorsi sparandole grosse quanto vuole. Questo è anche il compito dello speaker di Caronno. |
|
PIROTECNICO BIDUS (*) |
|
|
Siamo meglio del buon vino: più passa il tempo e più miglioriamo. Dopo 25 anni e innumerevoli (quante?) uscite produciamo un numero di Palla Mancata che passerà alla storia. Merito ovviamente di Bidus,che si è superato con un articolo spumeggiante che entrerà nella serie dei migliori di sempre. Non meno di 20 citazioni fantastiche, che puoi apprezzare solo con una cultura enciclopedica (e cioè solo io). Tre perle vanno però citate, misofano-bakhtyar-petauro su cui si potrebbe disquisire per giorni. Non da meno gli altri articoli, dove si impara perché si chiama sabermetrica. E l’augurio di Soap (che gli HR siano tanti) prontamente realizzato a Caronno Pertusella nella prima di campionato, ben quattro! E di che misura, ma qui si vede realizzato il concetto che la Teammate viaggia 10 metri più della Wilson. Ne vedremo ancora parecchi. Le prime partite rispecchiano già il pronostico, noi giochiamo testa a testa con Forlì, la nostra giappa tiene a freno il line-up più temibile del campionato e vince grazie ad una sola, dubbia, base su ball. Johnson tira fuego… ma un po’ dappertutto, le sei basi ball le sono fatali, e i due wild pitch che chiudono l’incontro sono la ciliegina sulla torta. Visto in campo un softball di alto livello. Pianoro non solo vince, ma tiene a zero Macerata. Saronno schianta Parma, ma bisogna vederlo sabato contro di noi per valutarne il livello, visto che Parma le prende sonore anche da Forlì. Sabato nel derby ci si gioca già il posto nei play-off. Come sempre fondamentale incontrare le squadre prima/dopo che siano arrivate le lanciatrici USA.
Oggetto misterioso la
lanciatrice Begu, del Rovigo. In un caso lancia un terzo di ripresa (0.1
sullo score) con ben 69 lanci e 5BB con 5 valide. In altro caso lancia 7
inning con 167 lanci (!!) di cui 105 strike! E concede solo 5 valide e
due sagge basi a Jackson. Prima di campionato U13. La nostra lanciatrice partente in 5 (3+2) riprese ottiene 15 K. Noi segniamo sempre i 4 punti previsti come limite, tranne alla fine quando mettiamo in campo giovanissime bambine che corrono contromano. In tutte le due partite la nostra difesa gioca una sola palla battuta (e ahimè l’assistenza in prima viene lasciata cadere). Ripropongo una semplice regola. Le iscrizioni si fanno in palestra, se non hai una lanciatrice che tira il 40% di strike non vieni iscritto al campionato. Amen. Sembra che per alcune società iscriversi al campionato esordienti, dove lancia il manager, sia una vergogna mortale. (*) E ancora non ha letto l'articolo di questo numero. |
|
|
|
|
|
|
|