|
|
Palla Mancata |
ANNO XXV - NUMERO 4 26 APRILE 2025 |
| Notiziario quasi serio su quello che riguarda, non riguarda o potrebbe riguardare il softball, e non solo, a Caronno Pertusella e dintorni | ||
|
INIZIANO LE SFIDE DECISIVE |
|
CHI, COME, DOVE E PERCHÉ |
|
(NON) RISPETTARE I TEMPI |
|
PM esce solitamente il sabato, rispettando la tradizione questa settimana, visto che si gioca venerdì 25 aprile, c'è tempo per commentare le gare della giornata di A1. Alla vigilia Caronno e Collecchio si presentavano come due formazioni dalla stessa classifica (entrambe a 500) e dal profilo simile: squadre con una consolidata esperienza di A1 con un mix di atlete esperte e giovani. Vediamo i dati di squadra alla vigilia: Collecchio 293 media battuta e 4,26 media punti guadagnati, Caronno rispettivamente 276 e 3,2. Due squadre molto simili. Vediamo quindi come è andata. Gara uno richiede nove riprese, il risultato è altalenante per quattro inning, poi non cambia fino al secondo tie-break. Caronno, come spesso capita, lascia parecchi corridori in base e costruisce il successo sulla solidità di Chiara Rusconi (136 lanci) con la castagna tolta dal fuoco dalla "solita" Chiara Ambrosi che piazza la valida vincente. Nei commenti del dopo gara le discussioni hanno riguardato la scelta tecnica di Collecchio di non dare qualche base intenzionale in più, ma si sa che ai giornalisti sta il commento dopo gara, ma ai manager la valutazione prima che l'azione avvenga. Il compito dei primi essendo sempre più facile di quello dei secondi. Gara due vede Murayama subito in difficoltà alla partenza e i 4 punti subiti al primo inning condizionano la gara, anche considerando l'efficacia di Lopez in pedana per Collecchio. Tocca quindi a Durot sostenere la gara con una discreta prova, cedendo solo nel finale. Al quinto apprezzabili decisioni dei due manager che fanno scendere in campo le giovani. Nel percorso di crescita sono momenti ineliminabili. La classifica cambia poco, tuttavia al momento sembra già di vedere una spaccatura tra le prime quattro e il gruppo che segue. Il calendario è fittissimo e ben presto la situazione sarà più chiara. |
|
|
|
Personaggi della settimana: Riko Murayama per il perfect game e Beatrice Salvioni per i 4 RBI |
| AD OVEST DI PAPEROPOLI |
|
|
IN MY OWN WAY |
|
|
Devo, mio malgrado, dare ragione GT, parlarsi addosso è un errore imperdonabile, significa non arrivare non farsi comprendere, non essere aperti agli stimoli e non raccogliere le critiche. Spesso mi è stato chiesto dalla gente che ci legge, gente che veramente conta qualcosa, gente che fa funzionare gli autobus, le fognature, gente che apre i bar al mattino alle cinque, persone che operano il miracolo di farci arrivare l'acqua al rubinetto, uomini e donne singolarmente importanti, non stupidi utilizzatori di penne a sfera, essi, dicevo, mi fermano mi strattonano e mi chiedono a gran voce di poter rispondere agli articoli pubblicati per farci conoscere la loro opinione sulle nostre scemenze. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa un appassionato che si avvicina al settimanale di Bariola pensando di trovare spunti di riflessione sportiva e si trova di fronte un "somario" di fesserie (naturalmente parlo dei miei scritti, non me ne vogliano i miei compagni di merende). (*) Ma io scrivo a modo mio, scrivere è semplicemente un buon modo per prendersi del tempo, stare con noi stessi chiudere il mondo a chiave, tenerlo fuori per un po' di tempo, bisogna disattivare il pilota automatico del pensiero, quel ritornello interiore che ci ricorda sempre chi dovremmo essere, chi ci hanno imposto di essere. Per me scrivere è un modo per ricodificare il mondo, descrivere emozioni e condividerle con chi legge, pochi minuti di non pensiero, scrivo perché guardo le cose le faccio passare dentro di me e le rimetto in circolazione per come le vedo io. Quindi appurato che posso andare a giocare a lacrosse a Cernusco, proseguo con i miei scritti da Selinunte e vi racconto che lunedì, saranno state le 16:30 ero seduto da "Roscioli" in via dei Giubbonari a Roma, qui si mangia la miglior carbonara della città. Sono sceso oltre il fiume Po per gustare la famosa pasta, ma anche per incontrare "er Duca" che di mestiere fa il "carnacciaro", per pochi centesimi vende gli scarti delle macellerie per cani e gatti. Er Duca dorme in un sottoscala negli uffici del Consiglio dei saggi e... Ma qui mi fermo perché ci ha lasciato uno degli ultimi "Giusti" rimasti sulla terra, tra quei pochi che chiedono mitezza, che accolgono i profughi, che soccorrono le vittime che parlano con gli ultimi, che predicano povertà. Buon viaggio Francesco, hai parlato anche a me, ateo, entrando nel cuore.
Addio (*) La riflessione impone un momento di serietà, se ne siamo capaci, ma partendo dal "programma" ideologico di PM, che recita Notiziario quasi serio su quello che riguarda, non riguarda o potrebbe riguardare il softball, e non solo, a Caronno Pertusella e dintorni. Praticamente si può parlare di tutto, in modo quasi serio. La scelta è stata voluta, si voleva evitare il serioso, ma nemmeno escludere, ce ne sono state, ce ne sono e ce ne saranno, riflessioni serie. Parlarci addosso, cerco di interpretare anche il pensiero degli altri, non è fine a se stesso, ma un espediente per partire dal particolare per arrivare al generale. Si vuol evitare di essere assertivi (vale anche per Dox, non confondiamo azzardate previsioni con drastiche o ultimative prese di posizione), quindi il linguaggio deve a volte essere obliquo, parlare per metafore, inventare l'esempio strampalato che ognuno possa interpretare. Bidus piuttosto introduce un altro elemento, cosa ne pensano i nostri quattro lettori e, soprattutto, come potrebbero comunicarcelo. Nel passato non sono mancate delle vere lettere al direttore, alle quali è sempre stato dato spazio. Ben vengano, sarebbe interessante anche che a rispondere fossero, a turno, i nostri opinionisti. Così si amplierebbe la multidimensionalità delle opinioni. L'invito è stato fatto. |
|
|
|
|
| FERO, FERS, TULI, LATUM, FERRE |
![]() |
|
SWITCH CONTRO
SWITCH |
|
|
Switch-hitter è un battitore in grado di battere stando su entrambi i lati del box di battuta, cercando di ottenere vantaggio battendo come mancino contro i lanciatori destri e come destro contro i lanciatori mancini. Non ce ne sono molti, ma ce ne sono. Rarissimi sono invece gli switch-pitcher, ovvero lanciatori ambidestri, che lanciano con la mano sinistra contro battitori mancini e con la mano destra contro i battitori destri. Ma ancora più raro è il caso in cui uno switch-pitcher affronta uno switch-hitter, come quando il battitore ambidestro Ralph Henriquez dovette affrontare il lanciatore ambidestro Pat Venditte in una partita di Minor League. Henriquez si presentò nel box come battitore destro, così Venditte si apprestò a indossare il guantone sulla mano sinistra. Ma a questo punto Henriquez passò all’altro box, e subito Venditte spostò il guantone per lanciare da mancino. E così continuarono, fra l’ilarità generale e con gli arbitri che non sapevano che pesci pigliare. Finché gli stessi arbitri, per porre fine a questa pantomima, decisero che Henriquez dovesse battere da battitore destro, e così accadde. Ma a questo punto, per evitare simili indecisioni e perplessità in futuro, la società degli arbitri di baseball professionisti (PBUC) istituì una nuova regola, in base alla quale il lanciatore deve indicare come intende lanciare a seconda della mano che indossa il guantone quando sale sul monte per affrontare il battitore, lasciando quindi a quest’ultimo la scelta di dove posizionarsi nel box, permettendo comunque sia al lanciatore, sia al battitore di cambiare da destro a mancino, ma solo una volta per ogni presenza alla battuta. È stata una situazione limite, e anche abbastanza comica, ma che indica come è possibile che il gioco, per quanto rimanga sempre lo stesso, possa presentare novità e richiedere adattamenti. In questo caso si trattava di un vuoto nel regolamento, in cui questa eventualità non era prevista, ma in molti settori baseball e softball sono in evoluzione continua. Penso in particolare alla grande quantità di statistiche sviluppate negli ultimi tempi, con un numero sempre maggiore di informazioni da poter utilizzare per guadagnare qualche vantaggio sugli avversari. |
|
|
| TRA
SPEAKER E SCORER
(Dialoghi
tra sordi) di DOX |
Speaker’s corner Si chiama così l’angolo di Hyde Park in Londra dove chiunque, salito su una sedia o anche solo su una cassetta vuota della frutta può tenere discorsi sparandole grosse quanto vuole. Questo è anche il compito dello speaker di Caronno. |
|
CAVOLO BIDUS! |
|
|
Non posso passare le notti a ricercare in internet se i tuoi mille assurdi riferimenti sono veri, inventati, o sarcastici riferimenti! Per scoprire che gli improbabili bar dell’Est esistono davvero, come la “cipolla egizia che cammina” e che il nome della ditta giapponese Chaibu significa erba cipollina! Ma come fai a sapere che davvero ho visto tutti i film di Kurosawa (e qualcuno in originale con sottotitoli!)? E che da cultore di Hokusai sono passato dalla grande onda alla moglie del pescatore agli hentai chikan? Basta, o metti gli asterischi e i riferimenti o ti cacciamo del tutto, visto che mi sono praticamente impossessato del Palla Mancata! E la tua ironia sul nostro piccolo campetto di gioco ci “scivola addosso come il ruscello sulle pietre”, vedrai adesso che per i mondiali costruiremo il terzo anello. Ma torniamo al softball, dove i fuoricampo si ammassano l’uno sull’altro come fascine, sei solo a Saronno sabato, vuoi vedere che dovremo tornare per regolamento alla Wilson? E a proposito di Saronno, abilità o fortuna? Nella prima con noi a basi piene e un out ci tiene a zero mentre l’homer di Ambrosi arriva nella partita sbagliata. Con Pianoro fa tre valide e tre punti. Bravo. Ma Pianoro che fa nove valide più tre basi ball e segna solo due punti? Abilità o fortuna? Vedremo nel prosieguo del campionato, in cui devi mantenere una buona forma per lungo tempo, e tenere le tue giocatrici sane, vedi Caronno che necessita di una trasferta a Lourdes, visto che la batteria passa più tempo in infermeria che sul campo. Non fa testo la doppia vittoria su Rovigo, né l’ottima prestazione di Murayama (no-hit e perfect game, seppure in 5 riprese). Purtroppo l’ottima squadra veneta non può sopravvivere con sole italiane, seppur brave. Grande lavoro con le giovanili, ritroviamo Rovigo tutti gli anni nelle final four U13, di nuovo complimenti, ma dovremmo davvero riformare le regole, due sole straniere per squadra, e magari non lanciatrici, (e le europee sono straniere) altrimenti i lamenti di Singolo A nell’articolo sugli strike dovranno estendersi tra qualche anno anche alla A1. Per Caronno decisivo il doppio incontro con Collecchio, due vittorie ci tengono in corsa per i play-off, altrimenti siamo bloccati al quinto posto, a meno di crolli clamorosi. Intanto ha fatto il suo esordio come partente, e per l’intera gara, la giovanissima Brindani, altro prodotto del vivaio, tre palle e tre out, complimenti e auguri per la nazionale, Giulia. |
|
|
|
|
|
|
|