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Palla Mancata |
ANNO XXV - NUMERO 5 3 MAGGIO 2025 |
| Notiziario quasi serio su quello che riguarda, non riguarda o potrebbe riguardare il softball, e non solo, a Caronno Pertusella e dintorni | ||
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LA CLASSIFICA SI STA DELINEANDO |
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CHI, COME, DOVE E PERCHÉ |
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(NON) RISPETTARE LA TRADIZIONE |
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Se alcuni dei nostri opinionisti viaggiano su linee di totale originalità, e quindi non hanno problemi di sovrapposizione, per altri il rischio di parlare dello stesso argomento esiste, come per esempio in questo numero. Vorrà dire che si sentiranno due campane o la stessa campana suonata due volte. L'argomento è la difesa del Caronno e partiamo da qualche dato statistico, iniziando dal 2018, ovvero da quando il campionato ha ripreso ad essere chiamato Serie A1. La tabella riprende il numero di errori commessi nell'intero campionato, le prime tre classificate e, nel caso Caronno non sia nelle prime, tre anche il suo risultato.
Quest'anno dopo 10 gare Caronno ha commesso 24 errori ed è al penultimo posto nella media difesa (921). Ciò che è sempre stato il punto di forza della Rhea è diventato di colpo un punto debole. Certamente va considerato un certo rinnovamento nella squadra e l'inserimento di molte giovani, ma sarà il caso di ritornare quanto prima a rispettare la tradizione. |
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Personaggio della settimana: Chiara Rusconi, dopo la buona prestazione con Collecchio, vincente anche a Macerata |
| AD OVEST DI PAPEROPOLI |
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BRANDECUJUN |
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Le cuffie sparano lo splendido demo del 1978 di The Wall, a proposito sapete come è nato il nome della band Pink Floyd? Sono due musicisti blues, Pink Anderson e Floyd Council. (*) Ora che ho fatto un po' di luce nel vostro cervellino polveroso vi racconto che sono comodamente seduto alla "Trattoria del rosmarino" in salita del fondaco a Genova. Mio illustre ospite l'architetto Renzo Piano, io ho ordinato baccalà alla brandecujun e Renzo Ravioli di borragine. Apro una parentesi per far felice il coltivatore di Bariola e vi illumino sul baccalà alla brandecujun. Il baccalà è baccalà punto, brande deriva da brandare (mantecare) e cujun è il pirla che per ore deve rimestare la pentola. Tutto chiaro? Cristallino? Bene, torniamo a noi. Io e Renzo stiamo seduti in quel di Genova al sole aspettando che ci raggiunga Gunne Breirik, uno specialista operatore di piattaforme petrolifere. Gunne lavora alla Johan Sverdrup nel mare del nord non lontano da Stavanger. Renzo sta controllando i progetti ed io i Pink in cuffia, ascolto e rifletto: "... non c'è dolore ma ti stai allontanando, una nave lontana che fuma all'orizzonte, arrivi solo ad ondate, le tue labbra si muovono ma non sento cosa dici. Ed io sono diventato piacevolmente insensibile". Sarà così? Forse. Improvvisamente Gunne appare in fondo alla strada, non passa inosservato vestito nel suo abito tradizionale della festa il "Bundot", si siede al nostro tavolo e ordina stufato di agnello con cavolo e una bottiglia di sidro. Mentre Gunne mangia masticando rumorosamente Renzo srotola i suoi progetti, si tratta del 3° anello dello stadio di Bariola, il sidro macchia i candidi fogli, Renzo reprime il desiderio di incaprettare Gunne perché ha bisogno della sua grande esperienza per gli scavi e la trivellazione dei pilastri portanti dell'immensa struttura. Un incubo, di questo si è trattato, tutto sudato alzo lo sguardo verso San Del Piero e subito mi tranquillizzo. Avevo preparato un magnifico articolo zeppo di dati, statistiche e interviste, incentrato sul roboante e fantasmagorico campionato di Softball di serie A1 ma le fragili pergamene sono state usate da Chikayoshi per asciugare dall'olio di sesamo il Tempura che divora a colazione. Il gentile giapponese è ancora ospite a casa mia, ha deciso di restare per capire come si evolverà la situazione dell'organizzazione del TDR, siamo tutti in attesa delle decisioni che prenderà il consiglio dei saggi ed ho l'impressione che la decisione potrebbe lasciare tutti confusi e infelici. Nell'eventualità che l'attesa si prolunghi oltre il tempo utile per prenotare un bus per la Lombardia o il Veneto o la Toscana e aggiungerei l'Emilia, scriverò su lastre di pietra con martello e scalpello. Per abbeverarsi di dati e statistiche sul nostro amato sport vi prego di leggere gli articoli dei miei esimi colleghi che hanno le conoscenze e le competenze necessarie. Io sono solo un cabarettista. Arrivederci e grazie, complimenti per il campionato, auguri alla Famiglia e scambiamoci un segno di pace. GB (*) A noi lo vieni a dire? |
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| FERO, FERS, TULI, LATUM, FERRE |
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PERFECT GAME |
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Un paio di settimane fa, la seconda partita fra Rheavendors Caronno e Itas Rovigo è stata vinta dalle caronnesi con il punteggio di 7-0, maturato nel corso del quinto inning, quando la partita è terminata per differenza punti (o manifesta superiorità). La lanciatrice del Caronno, Riko Murayama, ha affrontato complessivamente 15 battitrici, ottenendo due eliminazioni al piatto, tre eliminazioni al volo e dieci eliminazioni in prima (praticamente non ha mai fatto uscire la palla dal diamante) e non ha permesso a nessuna avversaria di raggiungere il sacchetto di prima base, effettuando in tutto solo 49 lanci con oltre il settanta per cento di strike. Un perfect game (e ovviamente no-hit e shutout). O no, perché la partita non è durata sette inning? Nel baseball, secondo regole stabilite nel 1991, si ha un perfect game quando nessun battitore di una squadra riesce a raggiungere la prima base in una partita che dura almeno nove inning. Ovvero, se una partita termina prima dei nove inning per qualsiasi motivo, non si potrà avere un perfect game. Nel softball, un perfect game si ha quando una lanciatrice completa una partita regolamentare senza concedere arrivi in prima a nessuna avversaria, indipendentemente dalla durata della partita e dal motivo per cui la gara termina prima del limite delle sette riprese. Cosa dovrebbe fare altrimenti una lanciatrice, per evitare di vincere una partita per manifesta superiorità e conservare il perfect game? Chiedere al proprio attacco di non segnare troppi punti per evitare che la gara possa finire prima del settimo inning? Non ha senso. La maggior parte del merito di un perfect game va ovviamente alla lanciatrice, che ha però comunque bisogno del supporto della difesa: non sono ammessi arrivi in prima per un errore, un’interferenza, una palla persa sul terzo strike. Un singolo errore di una singola giocatrice rovinerebbe la perfezione. Ma c’è anche bisogno dell’attacco, che deve segnare punti: in caso di 0-0 dopo sette riprese, si andrebbe al tie break, dove ogni ripresa inizia con un corridore sul sacchetto di seconda base: in questo caso, una lanciatrice potrebbe addirittura non permettere di raggiungere la prima base a tutte le 24 avversarie affrontate in otto inning, ma potrebbe comunque perdere la partita. |
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| TRA CURVE E PARABOLE |
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INCLUSIONE E
CRESCITA |
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Quando si pensa allo sport giovanile, spesso la mente corre subito ai risultati, ai trofei, alle classifiche. Eppure, al di là delle vittorie e delle sconfitte, il vero valore dello sport per i giovani si trova altrove: nella capacità di costruire legami, abbattere barriere e promuovere l’inclusione. Prendiamo il softball come esempio. Questo sport, che valorizza il gioco di squadra più che la prestazione individuale, offre ogni giorno a ragazze e ragazzi l’opportunità di sentirsi parte di qualcosa di più grande. In campo, poco importa da dove vieni, quale lingua parli a casa, quale sia la tua storia personale: conta solo quello che puoi dare alla squadra, con impegno e passione. Nel softball non esiste il talento che isola: ogni giocatore ha bisogno degli altri per vincere. È un linguaggio universale, fatto di sguardi, segnali, corse e sorrisi. È attraverso il rispetto dei ruoli, l’ascolto delle indicazioni, la pazienza verso l'errore che si cresce, come squadra e come persone. L’inclusione, nello sport, non è una teoria, ma una pratica quotidiana. Accogliere il compagno meno esperto, aiutare chi fatica a migliorare, riconoscere il valore delle differenze: sono tutti piccoli gesti che, nel loro insieme, seminano il terreno per una società più giusta e accogliente. Il softball insegna, in modo naturale, che ogni persona ha un posto. E che il valore di un gruppo non si misura mai contando solo i più forti, ma mettendo in campo tutti, con le loro diverse qualità. Ed è lì, sul campo, che si gettano le basi per una società migliore. Non basta parlare di inclusione: serve costruirla, giorno dopo giorno, nei luoghi in cui i giovani crescono e si formano. Se osserviamo una squadra di softball giovanile durante un allenamento, vediamo molto di più che semplici esercizi o ripetizioni meccaniche. Vediamo giovani che imparano a conoscersi, ad accettarsi, a collaborare. Vediamo, in miniatura, un modello di società futura: una società dove il rispetto delle regole convive con la valorizzazione delle unicità di ciascuno, pilastri fondamentali di una comunità inclusiva. Per questo motivo, investire nello sport dei giovani significa molto più che promuovere l’attività fisica: significa scommettere su cittadini più consapevoli, più empatici, più capaci di costruire relazioni solide. Investire nello sport giovanile significa credere in un futuro fatto di rispetto, solidarietà e crescita collettiva. Un futuro in cui la diversità non divide, ma unisce. --- Non sembri retorico, ma a questo punto leggiamo cosa dice la Politica della AB Caronno Softball. La Politica della A.B. CARONNO SOFTBALL L'associazione sportiva A.B. CARONNO, fondata il 23 gennaio 1968, ha lo scopo di praticare e propagandare l'attività sportiva generalizzata con particolare riguardo agli sport del Baseball e Softball a livello dilettantistico, agonistico e amatoriale, a tale scopo è affiliata alla Federazione Italiana Baseball Softball (FIBS). Dal 2004 la denominazione è diventata A.B. CARONNO SOFTBALL e l'associazione si costituita come polisportiva, svolgendo quindi altre attività sportive, ricreative, formative e promozionali, indirizzate a tutte le fasce di età.
1) Lealtà e
rispetto
2) Valori
dello sport e valori della vita
3) La squadra
e l'individuo Consci della rilevanza sociale dello sport, siamo impegnati a partecipare alla vita sociale della nostra comunità partecipando al Coordinamento delle Società Sportive di Caronno Pertusella (CSS), promovendo iniziative e aderendo a quelle proposte, privilegiando l'interesse collettivo a quello specifico e particolare. |
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| TRA
SPEAKER E SCORER
(Dialoghi
tra sordi) di DOX |
Speaker’s corner Si chiama così l’angolo di Hyde Park in Londra dove chiunque, salito su una sedia o anche solo su una cassetta vuota della frutta può tenere discorsi sparandole grosse quanto vuole. Questo è anche il compito dello speaker di Caronno. |
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ANCORA PIANORO! |
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Ricordo male o sono secoli che ci giochiamo il posto nei play-off con Pianoro? Basta! Alcuni anni avanti noi, altri loro. Anche stavolta saranno decisivi gli incontri diretti, per ora sono loro leggermente in vantaggio. Per fortuna battono come fabbri ma non segnano. Detto con Saronno, anche con Bollate fanno sette valide più tre basi ball… ma solo due punti. Vuoi vedere che con noi faranno tre valide e dieci punti? Caronno deve risolvere tre problemi. Nelle ultime due giornate 13 errori, non li facevamo in un campionato. Un battitore decisivo che lo scorso anno era a più di 400 e che oggi è a 211. E soprattutto l’infermeria,strapiena. Se si svuota ce la giochiamo con Pianoro (e dai) altrimenti siamo quinti. Ma non tutto il male vien per nuocere, le assenze ci hanno permesso di mettere in campo cinque ragazze del vivaio che si stanno abituando ad un gioco di livello superiore. E Brindani andrà in Giappone con la nazionale di categoria. Brava Giulia, te lo meriti (ma gira la mazza sul primo lancio!). Considerazioni sparse. A Macerata battiamo 14 palle prese al volo dagli esterni. Va bene quando vinciamo tanti a pochi e tutti vogliono buttarla fuori, ma a inizio partita vogliamo battere qualche palla a terra? E a proposito di homer a fine aprile siamo già arrivati a 44, non sono un po' troppi? Mi ha colpito Lopez in pedana: lascia la palla molto in basso, il braccio gira sempre uguale e cambia solo un impercettibile movimento del polso. Come fai a capire se è una dritta che taglia il piatto o resta esterna, o se è un cambio o un rise? Sarà un bel problema per tutti, e infatti Collecchio si è già tolto dal gruppo delle quattro a rischio retrocessione. Chiudo chiedendo scusa a Bidus. L’ultimo pezzo, privo di strani riferimenti, risultava quasi scialbo. Ti prego, ritorna a riempirlo di assurdi, improbabili, coltissimi agganci, ormai sono diventato “Bidus dipendente”. |
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