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Palla Mancata |
ANNO XXV - NUMERO 7 24 MAGGIO 2025 |
| Notiziario quasi serio su quello che riguarda, non riguarda o potrebbe riguardare il softball, e non solo, a Caronno Pertusella e dintorni | ||
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INCONTRI DECISIVI |
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CHI, COME, DOVE E PERCHÉ |
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UN MONDIALE È UN MONDIALE |
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Nel frequente e sostenuto elogio dell'understatement, può accadere di perdere di vista il peso delle cose. A furia di "non far pesare" quanto "costa" o "quanto è "pesante" realizzare qualcosa si può arrivare a sminuirne il valore, ovvero il "peso". Certo, è molto più fastidioso chi continuamente "fa pesare" quello che fa, ovvero se ne lamenta, ma vediamo di ristabilire una scala il più possibile oggettiva, dove per oggettivo non intendo ciò che è misurabile con uno strumento, ma almeno ciò che rappresenta il proprio pensiero senza secondi fini, senza strumentalizzazioni e senza strumentalità. Tra un mese inizia il Mondiale Under 15 di Softball. tecnicamente si chiama World Cup, ma per noi è il Campionato Mondiale.
CAMPIONATO MONDIALE? A Caronno Pertusella? E dagli con il pizzicotto che dovrebbe farti capire se sei sveglio o sogni... è tutto vero. Dall'interno si vive una certa normalità, dopo il Campionato Europeo 2003, tutto sembra routine. Le Coppe, ogni anno il Prealpi con molte squadre straniere, il pre-mondiale del 2024, ma altro che routine! Intanto basterebbero le visite ispettive della FIBS e, soprattutto, della WBSC. Check list interminabili che entrano nei minimi dettagli organizzativi ci fanno capire che non si scherza. Almeno, non scherzano per niente gli officer che vengono a ispezionarci. La cordialità c'è sempre, ma accompagnata dal rigore di chi, quando chiede, sa che non si tratta di situazioni negoziabili, è così e basta. E le federazioni (FIBS più WBSC) ti fanno capire che si fidano, per cui ci si sente maggiormente impegnati a dare il meglio, più ancora che se arrivassero degli ordini perentori. L'esperienza suggerisce che in qualsiasi progetto complesso la pianificazione è fondamentale, ma arriva il momento nel quale i piani vanno messi in un cassetto e si deve navigare a vista, perché altrimenti si va in ritardo. E una cosa è certa, alle 10 del 27 giugno 2025 l'arbitro chiamerà "play ball", quindi niente ritardi. L'ultimo mese è il momento delle switch tra pianificazione e navigazione a vista, si tratta di scegliere bene il momento, per non rinunciare alla sicurezza e alla forza dei piani e nel contempo non perdere l'efficacia delle decisioni prese al volo per gestire una criticità imprevista. Insomma: ci siamo. Inutile dirlo: un mondiale è un mondiale. |
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Personaggio della settimana: Chiara Rusconi, ancora vincente e convocata per il raduno della Nazionale |
| AD OVEST DI PAPEROPOLI |
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LE VERTIGINI
DELL'ALTEZZA |
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Avviso ai lettori, non troverete in questo articolo i soliti deliri e le descrizioni di personaggi improbabili che attraversano la mia vita, per una volta, ma sarà l'ultima, scriverò seriamente. Sarà l'ultima volta che mi leggerete in questa veste perché o verrò cacciato o volerò in un altro spazio temporale. Mi ha ispirato uno scritto di Chiara Francini da cui ho preso molti spunti che ho trovato interessanti e attuali al momento che stiamo attraversando, ve ne faccio dono. Proviamo a lasciare da parte il pressapochismo, la superficialità, non accontentiamoci del 6 politico. Cerchiamo di raggiungere l'assoluto, la qualità massima. Naturalmente non intendo la fama o il successo ma la qualità massima raggiungibile. L'idea del limite a cui arrivare che è qualcosa più grande di noi e che forse non raggiungeremo mai. Chi decide di puntare in alto nelle cose che fa è consapevole che difficilmente ci arriverà, ma intanto sale e fatica avvicinandosi all'eccellenza. Oggi ci nascondiamo sotto la coperta dell'insufficienza e della mediocrità, spacciando il nulla come qualcosa di valore. Ma prima o poi il nulla e il dozzinale vengono a galla. Se non c'è studio, applicazione, fatica si tratta solo di vanità. Il problema non è arrivare ad essere Bach o Michelangelo o Leonardo da Vinci, il problema è non sapere nemmeno chi siano. Il problema è non ispirarsi o accettare consigli da chi ha cercato l'eccellenza anche sapendo di non riuscire a raggiungerla. Ogni atto profondo è prima di tutto un atto di ascolto, ogni idea è una risposta a un'urgenza non a un capriccio, non è un vuoto da riempire ma un peso da portare. Se hai fatto le cose giuste puntando al meglio hai lasciato una traccia, un solco in cui qualcuno un giorno potrà mettere un seme. Per essere al comando non basta un mandato, ci vuole carisma, per essere seguito devi dimostrare qualità straordinarie ed otterrai la fiducia. Mi sembra che siamo piuttosto distanti. Auguri e buon lavoro. GB |
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| FERO, FERS, TULI, LATUM, FERRE |
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IL TRIBUNALE DEL
CANGURO |
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Il baseball è, o dovrebbe essere, uno sport da gentiluomini, pieno di regole non scritte che ne tutelano l'integrità. Un modo per le squadre di autoregolarsi su queste regole non scritte è il Tribunale del Canguro. Si tratta di un sistema di giustizia simulata in cui i membri della squadra si ritengono reciprocamente responsabili degli errori commessi dentro e fuori dal campo. Le sanzioni solitamente includono multe pecuniarie, e le decisioni sono prese in via definitiva a maggioranza dei voti dei giocatori o da una giuria imparziale. Durante l'udienza sono presenti un giudice, dei testimoni, una giuria e l'imputato, oltre a tutti i giocatori. Il procedimento inizia con la presentazione delle “accuse”, che generalmente portano a sentenze di colpevolezza, anche perché si tratta di comportamenti che difficilmente possono essere negati. Il giudice emette la sentenza e gli altri membri della squadra possono esprimere il loro consenso o dissenso tramite votazione. Le accuse più frequenti riguardano, ad esempio, presentarsi in ritardo agli allenamenti, violare superstizioni (come calpestare le linee di foul), ma anche episodi di gioco, come non correre dopo una battuta in diamante o un pop, non prendere i segnali, guardare il terzo strike con corridori in posizione punto, o per i lanciatori concedere una battuta valida sul conteggio di due strike e nessun ball. Non si viene puniti per errori tecnici, ma per errori mentali e anche per violazioni alle regole non scritte, come parlare con un avversario prima della partita o prestare il proprio guantone ad un avversario.
Gli “incassi” delle
multe vengono raccolti da un tesoriere, e al termine della stagione
si decide se organizzare una festa o fare beneficenza. Il Tribunale del Canguro è un'esperienza divertente che rafforza il legame tra tutti i membri della squadra e serve anche a formare spirito di squadra, a divertirsi e a responsabilizzare i giocatori, e a insegnare, soprattutto ai più giovani, a prendere sul serio il proprio gioco e a rispettarsi a vicenda. |
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| TRA CURVE E PARABOLE |
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QUALCHE
RIFLESSIONE... |
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Il concetto di squadra va ben oltre il campo da gioco. I risultati, per quanto importanti, non rappresentano l’unico indicatore di successo. Al contrario, la qualità dell’ambiente educativo e relazionale in cui si sviluppano le attività sportive riveste un ruolo cruciale nella formazione dei giovani atleti. È in questo contesto che il coinvolgimento attivo dei genitori delle piccole atlete si configura come un elemento essenziale e strategico e costituisce una risorsa preziosa. I genitori possono contribuire in molteplici forme: dall’organizzazione logistica degli eventi alla gestione dei materiali, dal supporto amministrativo alla promozione delle attività, fino all’affiancamento nello svolgimento di iniziative collaterali. Tali interventi non solo alleggeriscono l’onere operativo delle società, ma creano anche un tessuto relazionale più forte e partecipato. La presenza attiva delle famiglie trasmette inoltre ai giovani un importante messaggio educativo: lo sport non è un’attività isolata né esclusivamente competitiva, bensì un’esperienza collettiva fondata sulla cooperazione, sul rispetto dei ruoli e sul senso di responsabilità. Quando i ragazzi osservano il contributo concreto degli adulti, assimilano valori che vanno ben oltre la pratica sportiva, sviluppando maggiore senso di appartenenza e motivazione. Non meno rilevante è il supporto emotivo che le famiglie possono offrire. Incoraggiare i giovani nei momenti di difficoltà, valorizzarne i progressi e sostenerli nei percorsi di crescita personale favorisce lo sviluppo dell’autostima e della resilienza, qualità indispensabili non solo nello sport ma nella vita. In conclusione, non si tratta semplicemente di “dare una mano”, ma di essere parte attiva e consapevole di un progetto condiviso, in cui ogni contributo, per quanto piccolo, concorre al successo dell’intera squadra. |
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| TRA
SPEAKER E SCORER
(Dialoghi
tra sordi) di DOX |
Speaker’s corner Si chiama così l’angolo di Hyde Park in Londra dove chiunque, salito su una sedia o anche solo su una cassetta vuota della frutta può tenere discorsi sparandole grosse quanto vuole. Questo è anche il compito dello speaker di Caronno. |
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DIVAGAZIONI |
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Prima di tutto ce la tiriamo per la bella vittoria su Bollate, importante punto in classifica, ma soprattutto se battiamo la prima della classe vuol dire che possiamo giocarcela con chiunque. Veramente peccato per l’infermeria piena, altrimenti avremmo potuto giocarcela per ben altri obiettivi. La classifica, elencata per sconfitte, recita 23456, cioè le prime cinque squadre sono tutte a un punto una dall’altra. Inderogabile ottenere un pari a Pianoro per restare in corsa per i play-off. Il primo spunto me lo offre Singolo A con le “regole non scritte” del baseball. Ancora meglio avviene in NFL, football americano, dove la violenza è notevole. In uno scontro leale puoi usare tutta la violenza che vuoi, e vi assicuro che è spaventosa. Ma l’avversario se la attende, ed è preparato. In rarissimi casi accade che qualcuno colpisca in maniera non corretta (entrata laterale sul ginocchio, colpo alla schiena mentre sei in volo) rischiando di porre fine alla carriera già breve di questi sportivi. Nessuno vuole avere in campo un killer in grado di stroncare la carriera di altri giocatori. La risposta è precisa. Nell’incontro successivo, non importa quale sia la squadra avversaria, alla prima azione tre/quattro difensori ignorano la palla e lo schema di gioco e spianano il malcapitato, mandandogli un messaggio efficace: se lo rifai, non giocherai più in NFL. Vi garantisco che il messaggio viene recepito prontamente, e si torna a giocare seguendo le regole. Il secondo spunto me lo dà Bidus, che elogia il TDR come formativo per i giovani. posso dire la mia opinione, avendo purtroppo partecipato per molti anni all’evento. Forse può valere per il baseball, con molte regioni partecipanti e di livello comparabile, e quindi le poetiche citazioni di Bidus hanno ragione d’essere. Non certo per il softball, con poche squadre, di livelli estremamente diversi (non è bello perdere 20-0 alla terza ripresa), organizzato sempre “con i piedi”, e sono di manica larga in questo giudizio. Di sicuro non è né formativo né memorabile, anzi per molte è un ricordo negativo, per non parlare del fatto che nel softball vengono poste poi di fronte al dilemma “o nazionale o Little League”. Se devi farlo, devi farlo bene, e quindi vale la proposta da me avanzata nel Palla Mancata N.1. A seguire, la Lombardia non “è mia” ma è “casa mia” come cantato da Herbert Pagani nel bellissimo rifacimento (copiatura?) di Le plat pais di Jaques Brel. E infine dove cavolo lo parcheggi il Kamov-52, che oltre ad essere 16 metri è alto cinque? Di certo non è in grado di atterrare in quel campetto da softball a cui hai accesso. Bella bestia, con il vantaggio di non avere la pericolosa elica di coda, ma ha sulla testa due enormi eliche controrotanti per eliminare il momentum di rotazione. Come hai fatto ad ottenerlo? In Ucraina ne sono andati dispersi o abbattuti 63, vuoi vedere che sono 62 e questo è stato fatto sparire sottobanco da Ivan Ivanovic? E lo hai pagato in erba cipollina sottratta nottetempo al di là del Ticino? Ti elargisco il consiglio che mi ha dato il mio compagno di liceo Renato Russo, ingegnere aeronautico a Cassinetta di Biandronno (leggi Agusta) dove fabbricava questi aggeggi. “Vola su qualunque aereo che vuoi, ma non salire mai su un elicottero.” |
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