|
|
Palla Mancata |
ANNO XXV - NUMERO 8 12 GIUGNO 2025 |
| Notiziario quasi serio su quello che riguarda, non riguarda o potrebbe riguardare il softball, e non solo, a Caronno Pertusella e dintorni | ||
|
FINALE DI REGULAR SEASON |
|
CHI, COME, DOVE E PERCHÉ |
|
SPIGOLATURE |
|
Inevitabile parlare del mondiale. Tutto quello che c'era da dire è stato detto, e anche di più, adesso teniamoci lontani dal rischio del trionfalismo. La storia ci propone figure di despoti e dittatori, mi chiedo sempre come sia stato possibile che interi popoli si siano lasciati irretire da figure al contempo tragiche e ridicole. Certo, la propaganda, ecco: trionfalismo e propaganda. Alla larga. L'evento è andato bene, naturalmente tanti aspetti hanno mostrato qualche criticità, sì risolta, ma che al momento ci ha preoccupato. Ed essendo al centro dell'organizzazione ho avuto modo di vedere tutte le cose che si potevano fare meglio, ce ne sono state parecchie e nessuno meglio di chi è direttamente coinvolto conosce le cose che non vanno. Bisogna ricordare che l'evento aveva un organigramma formale con dieci aree, ognuna con un responsabile, e questo responsabile ha preparato per tutti i giorni del campionato un prospetto con i turni dei volontari assegnati alla propria area. Insomma quasi una cosa seria e (ben) organizzata. Durante le riunioni per stabilire i turni si assisteva a scene di questo tipo. "Martedì ho un buco, mi puoi dare XX (nome di un volontario)?" "OK, ma tu dovresti darmi YY (altro volontario) il giovedì pomeriggio?", e così via. Qualcosa a metà tra il calciomercato ai tempi dell'Hotel Gallia e lo scambio di figurine che facevamo da piccoli. Poi il campionato è iniziato e alla pianificazione si è subito associata la necessità di navigare a vista per far fronte agli inevitabili imprevisti, mai meno di una decina per ogni giornata. Tutti se la sono cavata in autonomia, del tipo bicicletta e pedali. La deformazione professionale è sempre in agguato e appena finito il campionato ho avuto la tentazione di indire una riunione "Riesame del mondiale". Ordine del giorno: 1) analisi dell'evento 2) problemi riscontrati 3) opportunità di miglioramento, ... in stile aziendale. Mi sono trattenuto per due motivi: durante la settimana successiva si è lavorato anche più che durante il mondiale per mettere a posto e poi non volevo rischiare il linciaggio. In ogni caso l'idea è solo rimandata. Passa una settimana e ho modo di chiamare il responsabile FIBS dell'evento per alcuni aspetti amministrativi. Sentito il motivo della chiama mi fa "Ma come, non mi stai chiamando per chiedermi quando organizziamo un altro mondiale?" Lo stesso prima che iniziasse la competizione aveva affermato: "Quando ci sono due out durante la finale mi metto in macchina e vado a casa." Non sarà che sia in corso una crisi di astinenza? Di quelle che capitano quando vorresti che ciò che stai vivendo non finisse mai. Del tipo "Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io // fossimo presi per incantamento..." (Dante Alighieri). |
|
|
|
Personaggi della settimana: la squadra giapponese, campione del mondo Under 15 |
| AD OVEST DI PAPEROPOLI |
|
|
SVEGLIAMOCI
BAMBINE |
|
|
Il dissenso è un atto che deve partire dall’individuo, ma investe la collettività. Il dissenso serve a creare un miglioramento per se stessi, ma soprattutto per gli altri. Il dissenso non può essere, come spesso accade oggi, lo strumento per ottenere un assenso personale. Il dissenso deve essere rivoluzionario, sempre, e la rivoluzione non è uno scambio, chi dissente lo fa perché ha perso qualcosa, perché gli è stato tolto in maniera violenta qualcosa che in maniera sacrosanta gli appartiene. Chi dissente e fa la rivoluzione non vince mai, non lo fa per trarne profitto. Se gli va bene il suo guadagno è la giustizia. Va a pari, ripristina una situazione di misura equa. Il dissenso non si esercita con astuzia, ma con spirito critico e altruismo. Il dissenso dovrebbe essere lo strumento fondamentale della politica, del giornalismo, della cultura e dello sport? Cosa ci ripetiamo nella testa quando capita qualcosa di inaccettabile: “Non è giusto, non è possibile“. Non contempliamo l’ingiustizia come qualche cosa di accettabile, perché il senso di giustizia è profondamente radicato in ognuno di noi. Ma forse lo abbiamo dimenticato e non lo ascoltiamo più. Lui dorme, russa e a volte riaffiora improvvisamente perché ci ricordiamo chi siamo. Oggi il dissenso viene manifestato con delle faccine sul telefono, ci stanno trasformando in burattini che tirano i loro stessi fili, fili di analfabetismo, di disagio,di paura di non essere accettati perché dissenzienti. Ma per ottenere giustizia la strada è quella del dissenso. Chi dissente rischia, mette in conto la perdita, ma la fame di giustizia e la necessità sono più forti della paura. Il dissenso è un alba chiara, svegliamoci e sediamo dalla parte giusta.
“Ci sedemmo dalla parte del
torto perché tutti gli altri posti erano occupati.“ GB |
| FERO, FERS, TULI, LATUM, FERRE |
![]() |
|
SERIE B |
|
|
Il campionato di serie B, categoria nella quale milita il Bovisio Jazz, squadra costituita quasi totalmente da giocatrici caronnesi, è giunto al giro di boa essendosi concluso il girone di andata. (*) Il girone lombardo vede il Milano, strafavorito della vigilia, al primo posto, seguito dal Bovisio, che ha perso unicamente le due partite giocate con il Milano e si appresta a disputare un girone di ritorno in crescita. Ma al di là dei risultati, trovo interessante notare quello che si vede durante le partite. È curioso vedere incontri in cui giocatrici a mala pena quindicenni affrontano avversarie di 50 anni piene di grinta e di voglia di vincere, incontri che, a seconda della squadra ospitante, vengono giocati su veri campi da softball, oppure su campi da baseball adeguati per l’occasione (magari disponendo casa base nella zona dell’esterno centro), o su campi con dimensioni non troppo regolari, magari anche in leggera pendenza, o sui cosiddetti campi “di patate”. È anche curioso vedere giocatrici (poche) che dalla posizione di esterno centro riescono a tirare uno strike a casa base, ma che messe in diamante per necessità di squadra riescono a mancare la compagna di prima base di qualche metro. Trovo anche interessante seguire, nel corso degli anni, l’andamento delle varie squadre. Ci sono compagini che anno dopo anno sono sempre più vecchie e fanno fatica a trovare nuove leve da inserire, a differenza, ad esempio, del Bovisio, che schiera quasi esclusivamente atlete under 19; ci sono squadre che presentano, con il passare degli anni, un lento ma progressivo calo in classifica, così come squadre in cui è possibile notare il miglioramento, anche nel corso dello stesso campionato. Ma è preoccupante il basso numero di squadre partecipanti alla serie B. Mentre nella serie C di baseball ci sono oltre settanta squadre suddivise in dodici gironi, la serie B di softball vede ai nastri di partenza trenta squadre (di cui tre che giocano fuori classifica) suddivise in sei gironi.
Inoltre, alcune di
queste squadre sono composta da giocatrici che fanno parte di
società diverse, magari distanti fra loro anche più di 100 km. (*) L'articolo era stato scritto al momento, ma per ragioni varie va ora in pubblicazione. Resta in ogni caso attuale. |
|
|
| TRA CURVE E PARABOLE |
![]() |
|
SIPARIO SUI MONDIALI U15 |
|
|
Cala il sipario su una settimana rovente e piena di emozioni: i Mondiali Under 15 di softball si sono conclusi lasciando dietro di sé sorrisi, abbracci, e ricordi che difficilmente svaniranno. Un torneo che ha unito ragazze da ogni angolo del mondo in una festa di sport, amicizia e passione. Sul campo si sono alternate giocate spettacolari, sorrisi, lacrime e abbracci, sotto un sole cocente che ha messo alla prova non solo la tecnica, ma soprattutto il cuore e la tenacia delle protagoniste. Complimenti sinceri vanno alle ragazze giapponesi, vincitrici del torneo. Hanno saputo imporsi con classe, disciplina e spirito di squadra, dimostrando una maturità impressionante per la loro età. A loro, l’onore del primo posto… ma a tutte resta l’onore di aver condiviso il diamante con atlete così forti e corrette. Un ringraziamento speciale va anche alle ragazze volontarie, le “Lomba Kids” che con entusiasmo e serietà hanno accompagnato le squadre per tutto il torneo. Sono state interpreti, guide, supporto morale e sorrisi costanti. Senza il loro impegno silenzioso, ma preziosissimo, nulla sarebbe stato possibile. Anche loro hanno vissuto un mondiale da protagoniste, regalando a tutte le ragazze un’accoglienza calorosa e amichevole. Più dei risultati, resta l’esperienza internazionale vissuta insieme. L’incontro con culture diverse, lingue nuove, abitudini da scoprire. Insomma, una grande famiglia sportiva, unita dal softball, ma soprattutto dal rispetto reciproco e dalla voglia di stare insieme. Questa è la vera vittoria. E poi, come in una sceneggiatura perfetta, il tempo è stato clemente fino all’ultimo inning. Il sole ha accompagnato ogni gara, ogni allenamento, ogni cerimonia. Solo a giochi conclusi, quando il campo si era svuotato e gli zaini erano pronti per tornare a casa, è arrivata la tempesta. Ma ormai, era solo il modo della natura per dirci che tutto era davvero finito. (*) D'accordo che ognuno ha i suoi pallini, ma questi titoli chilometrici che vanno a capo... |
|
|
| TRA
SPEAKER E SCORER
(Dialoghi
tra sordi) di DOX |
Speaker’s corner Si chiama così l’angolo di Hyde Park in Londra dove chiunque, salito su una sedia o anche solo su una cassetta vuota della frutta può tenere discorsi sparandole grosse quanto vuole. Questo è anche il compito dello speaker di Caronno. |
|
ULTIMO PALLA MANCATA |
|
|
Riprendiamo dopo una lunga pausa dovuta alla preparazione ed esecuzione del mondiale U15. Prima due parole sul campionato. Di solito la partita con Pianoro era un punto fermo per le decisioni del campionato, da anni ci giocavamo l’ingresso o meno ai play-off. Quest’anno sarà una partita di puro relax (per noi). In campionato siamo sicuri quinti, non possiamo prendere quelli davanti (Pianoro…) né possiamo essere raggiunti dalle squadre dietro. Potevano esserci problemi per l’ingresso in Coppa Italia, ma la sconfitta di Pianoro (e dai!) con Parma ci ammette matematicamente. E la posizione difficilmente potrà cambiare a meno che Forlì combini disastri. Per Pianoro invece i risultati saranno determinanti per sapere chi incontrare nelle finali. Problemi loro. Giudizio generale sul campionato: senza lode e senza infamia.
Visto il piazzamento
potevamo far giocare qualche giovane del vivaio in più. Per il titolo come sempre dipende dagli arrivi dell’ultimo minuto. Forlì aveva una lanciatrice da scudetto, che ha preferito tornare tra le pro, Saronno ha ogni partita giocatrici diverse ed è una incognita, Pianoro ha un’ottima straniera, si vedrà se basteranno a Bollate le due italiane o arriva qualcosa. Parliamo ora dell’evento di quest’anno, il Mondiale U15, troppe le cosa da dire, buttiamo giù idee sparse. Incredibile l’effetto del campo con gli striscioni e la tribuna. Già il più bello d’Italia sembra davvero a livello mondiale, in TV tiene testa agli stadi favolosi delle nazioni leader. Notevole il livello di gioco delle giovani: le tre squadre migliori possono lottare per i play-off nel nostro campionato e alcune atlete, soprattutto interni e battitori, potrebbero essere ottimi acquisti per le squadre di A1. Grande organizzazione,eccellenti i volontari. Nonostante i numeri tutto è filato liscio e l’apprezzamento degli ospiti, sia giocatrici che dirigenti che ufficiali di gara è stato notevole. Di rilievo il Canada: giocatrici spettacolari (chiedere a Mattia) e genitori incredibili in quanto a birre ingurgitate. Da notare la stazza dei due manager di American Samoa. Ho fatto lo speaker a una marea di partite con appollaiata sulla spalla la Fabretto che mi ordinava: “Siamo in anticipo di 35 secondi, ripeti tutto in italiano. Siamo in ritardo di 14 secondi, salta i nomi,solo i cognomi. Aspetta, che le TV stanno mandando le pubblicità. Vai, chiamali in campo, perché non entrano? Cosa raccontano gli arbitri, ormai le regole di campo le sanno, che vadano via! Vai con gli inni!” Per fortuna le cerimonie di apertura e chiusura se le è fatte uno della FIBS. E meno male che i line-up venivano consegnati con largo anticipo e mi arrivavano subito sul telefono, visto che tra le partite era un problema andare in bagno o bere qualcosa. Di mangiare non se ne parlava proprio, se non alla sera tardi, se avanzava qualcosa dal catering. Esperienza comunque appagante e indimenticabile. Però adesso basta. Il mondiale della galassia se lo organizza qualcun’altro. |
|
|
|
|
|
|
|