|
|
Palla Mancata |
ANNO XXVI - NUMERO 5 2 MAGGIO 2026 |
| Notiziario quasi serio su quello che riguarda, non riguarda o potrebbe riguardare il softball, e non solo, a Caronno Pertusella e dintorni | ||
|
ANCORA VARESINA |
|
CHI, COME, DOVE E PERCHÉ |
|
SPIGOLATURE |
|
Il ritardo nella pubblicazione e lo sforzo per mettere commenti agli altri articoli suggeriscono di alleggerire con qualche notizia curiosa. La Serie B è l'argomento della settimana e quindi restiamo in tema. Si gioca a Seveso sul rinnovato campo dei CABS. Era un po' che non ci andavamo e siamo restati colpiti dalle migliorie fatte o in corso. Il campo da softball a Seveso è all'esterno centro, in erba, ma con le piazzole delle basi ben tenute in terra rossa. La zona panchine è realizzata con confortevoli gazebo, la panchina ospiti è sulla prima base. Il fence del campo da baseball è costellato da striscioni pubblicitari e naturalmente uno capita dove abbiamo la panchina. Ci dicono che si è trattato di un fatto casuale, ma guardiamo cosa dice lo striscione che abbiamo alle spalle per tutta la durata delle gare.
La casa funeraria è gratuita, è un invito alla squadra ospite? Qualcuno di noi già pensa di attrezzarsi con una scorta di amuleti di ogni tipo per le gare di ritorno. |
|
|
|
Personaggio della settimana: Irene Viola, altre due valide contro Bollate. |
| FERO, FERS, TULI, LATUM, FERRE |
![]() |
|
STATS VS. MANAGER |
|
|
Nel mondo del baseball e del softball, l'esperienza di un manager è spesso celebrata come un tesoro inestimabile. Decenni in panchina, aneddoti su partite epiche e un "fiuto" per il gioco sembrano insostituibili. Eppure, le statistiche moderne dimostrano che i dati analitici superano sistematicamente l'intuizione umana, portando a decisioni più efficaci e a vittorie più frequenti. Questa superiorità non è un'opinione: è supportata da evidenze. Moneyball ha portato sul grande schermo una rivoluzione ancora agli inizi, ma alla quale ora si ispirano praticamente tutte le squadre di Major League. Il gioco viene studiato partendo da angolazioni impensabili fino pochi anni fa ed è continua la ricerca di nuove fonti di studio: chi per primo trova (e prova) qualcosa di nuovo che porta risultati positivi in base alle analisi effettuate si trova in vantaggio, almeno finché non viene raggiunto o qualcun altro non trova qualcosa di ancora più nuovo. Statistiche come OPS+, ovvero percentuale di arrivi in prima sommata alla media bombardieri, aggiustata in base al campo da gioco (a seconda delle dimensioni, dell’altitudine sul livello del mare, dei venti) arrivano a prevedere il 90% delle performances, mentre l'occhio degli esperti sbaglia nel 40-50% dei casi sui prospetti. Gli shift difensivi, ovvero il posizionamento dei difensori in campo in base al battitore, hanno portato a un abbassamento generale delle medie battuta, al punto che in America sono stati proibiti gli shift estremi (quelli con tre interni sullo stesso lato del diamante), perché la media battuta generale si stava abbassando troppo (segno evidente che gli shift funzionano). Il softball, con dimensioni più ridotte del terreno di gioco, amplifica l'impatto delle statistiche. Qui, l'esperienza dei manager è radicata in un gioco "intuitivo", ma i numeri dominano. Le Oklahoma Sooners, dominatrici con 4 titoli NCAA consecutivi (2013-2017) integrarono le analisi per la gestione delle lanciatrici, giungendo, mediante sostituzioni ottimali, a una diminuzione di mezzo punto nella media PGL. Uno studio del 2022 analizzò 500 partite: i manager guidati dai dati vinsero il 68% delle partite contro il 52% dei "veterani puri". L'istinto sbagliò prevalentemente su pinch-hitter (successo del 25% contro il 38% dei dati) e basi rubate. L'esperienza è cognitivamente limitata, per pregiudizi di conferma (si vede ciò che si vuole) e campioni piccoli, mentre le statistiche usano l’apprendimento automatico. ERA (media PGL attesa) spiega l’85% della variabilità negli esiti reali, lasciando solo il 15% a fattori casuali o non modellati, mentre l’intuizione arriva solo al 60%. Ormai i migliori manager integrano l’esperienza con i dati, mentre i manager puri "old school" falliscono (*). L’intelligenza artificiale predittiva sta rendendo obsoleto l’istinto (**). Le statistiche, i dati, non sostituiscono l'anima del gioco, ma la elevano. I manager decidono, ma i dati suggeriscono (***). (*) Detta così appare un po' troppo tranchant, qui voglio fare l'elogio dell'istinto. Le statistiche non sanno tutto e quello che non sanno a volte è ciò che è decisivo per la scelta vincente. Le statistiche non sanno come si è allenato un atleta nella settimana precedente, se soffre di allergia in primavera e se ha problemi sentimentali. Il manager spesso lo sa. Le statistiche non sanno vedere lo sguardo di un giocatore nel momento clou della partita, il manager sì. E così via. (**) Semplificando, l'intelligenza artificiale predittiva ha una grande conoscenza di ciò che è successo e delle sequenze più probabili di eventi. Ciò che rende vincente la scelta è invece proprio la rottura della sequenza più probabile con lo scarto di lato, la scelta non prevedibile. Vale in molti sport e anche nel nostro (vedi anche commento precedente). (***) Qui già ci troviamo più d'accordo, i suggerimenti sono sempre graditi, ma le scelte (decisioni) sono materia per l'essere umano. |
|
|
| TRA CURVE E PARABOLE |
![]() |
|
UNO SGUARDO ALLA
SERIE B – RESILIENZA, STRATEGIA E CUORE NELLE VITTORIE ALL'ULTIMO
RESPIRO (*) |
|
|
Domenica, 26 Aprile, campo di Bovisio Masciago. Una data che resterà impressa nella memoria della squadra come una dimostrazione autentica Due partite, entrambe intense e combattute fino all’ultima palla, hanno messo alla prova non solo le capacità tecniche, ma soprattutto la forza mentale del gruppo. In entrambe le occasioni, la vittoria è arrivata sul filo di lana, con un solo punto di scarto (**), conquistato nell’ultimo attacco: un epilogo che racconta più di qualsiasi statistica e che evidenzia la capacità di restare lucidi sotto pressione, quando le avversarie rendono ogni inning una battaglia, e il risultato tutt’altro che scontato. Nei momenti più complicati si è vista la vera forza del gruppo. Quando la tensione saliva e ogni errore poteva costare caro, la squadra è rimasta lucida, facendo le scelte giuste senza perdere la testa. Non improvvisazione, ma consapevolezza: quella che arriva dal lavoro fatto insieme e dalla fiducia reciproca, quella che permette di trasformare le difficoltà in opportunità, senza perdere mai di vista l’obiettivo finale. Soprattutto nei momenti più critici, quando la fatica e la tensione rischiavano di compromettere la lucidità. In quei frangenti, è emersa la capacità di mantenere la concentrazione e di affidarsi a una strategia condivisa. Non si è trattato di improvvisazione, ma di una preparazione che ha permesso di reagire con prontezza e consapevolezza. In campo e fuori: un ruolo fondamentale lo ha avuto anche la panchina, che non ha mai smesso di sostenere le compagne. L’energia trasmessa da chi era fuori ha contribuito a mantenere alto il morale e a rafforzare lo spirito di squadra. Ogni incoraggiamento, ogni gesto di supporto, ha avuto un impatto concreto sull’atteggiamento del line-up, dimostrando che il successo è sempre il risultato di un impegno condiviso. Incoraggiamento, supporto, voglia di esserci: dettagli che sembrano piccoli ma che, in partite così equilibrate, fanno davvero la differenza. (*) SOAP evidentemente ama i titoli kilometrici, ma il titolo per essere efficace deve essere breve e incisivo. Non a caso nei giornali si usa spesso il sottotitolo per fornire qualche spiegazione aggiuntiva. Quello di oggi è un titolo su tre righe! (**) Si giocava con Bollate e le partite che coinvolgono gli amici della Varesina sono sempre partite vere. I risultati sono stati BOV BOL 13-2 e 14-13. Verrebbe da dire. troppi punti per belle gare, ma attenzione che anche in altri ben più titolati sport il punteggio largo va per la maggiore. Prendiamo il calcio, un tempo vi erano esteti che filosofeggiava che il risultato perfetto fosse lo 0-0. Perfetto per chi? Non certo per lo spettatore e, direi, nemmeno per il tifoso, tranne forse se si tratta della partita decisiva dove basta un punto per aggiudicarsi lo scudetto o la promozione. L'idea della perfezione dello 0-0 non ci ha mai convinto. La scorsa settimana nella gara di Champions tra PSG e Bayern risultato finale: 5-4. Guardiamo i titoli di tre giornali italiani: la Repubblica, Il Corriere della sera e La Gazzetta dello sport.
E allora godiamoci i nostri (molti) punti e le vittorie all'ultima palla. |
|
|
| TRA
SPEAKER E SCORER
(Dialoghi
tra sordi) di DOX |
Speaker’s corner Si chiama così l’angolo di Hyde Park in Londra dove chiunque, salito su una sedia o anche solo su una cassetta vuota della frutta può tenere discorsi sparandole grosse quanto vuole. Questo è anche il compito dello speaker di Caronno. |
|
IRENE IN NAZIONALE |
|
|
Sembra ieri quando a scuola insegnavo a mettere il guanto a uno scricciolo che pesava dieci chili bagnata, ma aveva già l’occhio “viscur”. Oggi guardo incredulo la lista dei migliori battitori italiani. Prima Vigna 533. Seconda Irene Viola 471. Quinta Sheldon 441 preceduta da due bellissime realtà bollatesi, Colino 467 e Campioni 464.
E non solo Irene tiene bene
la posizione di prima base, ma se occorre sale in pedana contro la prima
in classifica in una partita chiusa e lancia per un intero buon inning.
Fantastica, un’altra perla del vivaio caronnese. Dicevamo non c’è più religione, partite facili nessuna. Forlì si becca 14 punti da Castelfranco. Pianoro fatica oltremodo con Rovigo.
A Caronno, come previsto,
vietato l’ingresso ai cardiopatici. Partita pazza la prima, arriva a un
lancio dalla manifesta e finisce invece per un pelo all’ultimo out dopo
due ore e mezza di spettacolari giocate, per il piacere del pubblico. E
di un punto anche la seconda, a dimostrazione del valore delle due
squadre. Caronno perde due occasioni, ma dimostra di poter giocare alla
pari con chiunque. L’accoppiata Lozada-Brugnoli firma ancora un doppio
fuoricampo. Sugli scudi le giovanissime Viola e Mariotti.
Chi vince il Superbowl? Chi
arriva in finale con tutta la squadra intera. Su molti campi solo 50 spettatori. Gli scorer mi dicono che gli è stato suggerito di mettere questo numero quando iniziano l’incontro. Poi al terzo inning dovrebbero cambiarlo, ma poi hanno vergogna ad abbassarlo e lo lasciano. Ma per chi giochiamo? Neanche parenti amici e morosi (lombardo per fidanzati) vengono al campo! Ripeto la soluzione: panini e birra gratis così riempi un po’ gli spalti e la partita non sembra un mortorio. E non dirmi che non hai soldi, visto che paghi quasi tutte le giocatrici! Meglio nove straniere in un campo deserto o nove locali davanti a un centinaio di fans festanti? Magari vinci qualche partita in meno, ma tanto chi si ricorda dopo un anno quante ne hai vinte o perse, dato che non c’era nessuno a vedere? E intanto chiudiamo col tormentone di quest’anno: Teammate 51 HR - Wilson 0 HR. (*) Già fatto. (**) Per un lungimirante suggerimento bollatese, onde evitare nello stesso pomeriggio Caronno-New Bollate e Bollate-Forlì. |
|
|
|
|
|
|
|