Palla Mancata 

ANNO XXVI - NUMERO 11

13 GIUGNO 2026

Notiziario quasi serio su quello che riguarda, non riguarda o potrebbe riguardare il softball, e non solo, a Caronno Pertusella e dintorni

ORA LA SOSTA


CHI, COME, DOVE E PERCHÉ

CORRERE IN DIAGONALE

In risposta al precedente articolo che trattava la scaramanzia in campo, riceviamo e (volentieri) pubblichiamo questa "perla". Un nostro lettore, che ci chiede l'anonimato, ci informa che un famoso arbitro per scaramazia, aveva l'abitudine "20 minuti prima dell'inizio della gara di andare a fare la c...". L'informatore specifica che "si dice il peccato, ma non il peccatore", e noi rispettiamo di buon grado la richiesta senza insistere. Non ci è stato indicato se l'arbitro sia ancora in attività, per scoprirlo servirebbe un segugio dotato di buon fiuto investigativo.

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A proposito di "correre al contrario". Ci siamo sempre chiesti perché nel baseball, e quindi nel softball, si corre in senso antiorario. Lo stesso avviene per le gare di atletica leggera, mentre invece per le gare motoristiche si gira per lo più in senso orario, ma vi sono numerosi circuiti dove si gira al contrario e anche le gare ippiche non hanno un verso predefinito.

Per il baseball la spiegazione è che i battitori dei tempi eroici erano per lo più destri, e quindi veniva naturale iniziare a correre in avanti. Inoltre essendo la maggior parte dei giocatori destri nel tiro, veniva più facile tirare in prima dove la prima base sta dove sta. Queste argomentazioni hanno una logica e quindi chi corre in senso orario "corre al contrario".

L'articolo in questione ci ha fatto venire in mente un episodio dei vecchi tempi.

Quando iniziammo a giocare a baseball, i campi veri e propri non erano molti, Spesso si giocava su campi di calcio adattati. Dove le cose si facevano più sul serio, nel senso di avere strutture semi-permanenti si metteva casa base più o meno nei pressi della bandierina del calcio d'angolo, magari modificando la porta del calcio per renderla amovibile. Questo era il caso di Caronno Pertusella, dove il primo diamante era in coabitazione con il calcio nell'impianto di via Capo Sile. Casa base era nell'angolo sud ovest e la porta era stata dotata di bussole per poterla spostare.

In altri casi, anche per sfruttare le tribune esistenti il campo da baseball si poneva a metà del campo di calcio, casa base all'incrocio tra la linea laterale e quella di centro campo, e le linee di foul orientate a 45° rispetto alla linea laterale. Per intenderci la seconda base stava grosso modo a centro campo. Il senso dell'orientamento generale veniva messo a dura prova.

Succede questo, il battitore fa una valida e arriva in prima. Il coach fa il segnale di rubata e il corridore parte deciso e sicuro... verso la terza base. Magari aveva giocato a calcio fin da piccolo e l'influenza del campo di calcio lo aveva portato in quel caso a fluidificare sulla fascia.

A detta di molti l'episodio non era stato un fatto isolato. Quindi, oltre che a "correre al contrario" si potrebbe anche "corre in diagonale".


Personaggio della settimana: Yulan Denia Moreno, tre valide con Castelfranco e supera quota 300 in media battuta.


FERO, FERS, TULI, LATUM, FERRE

CORRERE AL CONTRARIO
di SINGOLO A

Il 1902 fu l’unico anno che vide Jimmy St. Vrain giocare in Major League, con i Chicago Orphans, in seguito diventati Chicago Cubs.

Era un lanciatore di 30 anni, mancino, ma che batteva dal lato sinistro del box di battuta. Nel suo caso, battere era più che altro un tentativo. Si presentava nel box, concentrato, e vedeva davanti a sé il sacchetto di prima base, una meta per lui quasi irraggiungibile, visto che faceva fatica anche a battere una palla in foul.

Il 27 aprile di quell’anno, gli Orphans dovevano affrontare i Pittsburgh Pirates. I primi due turni di battuta erano stati terribili per St. Vrain e dopo il secondo strike out il manager, Frank Selee, gli disse: “Jimmy, sei un lanciatore mancino, perché non provi anche a battere da mancino?” In realtà, Selee lo stava prendendo in giro, ma St. Vrain lo prese sul serio.

E così, nel suo turno di battuta successivo, St. Vrain si posizionò sul lato destro del box di battuta, sul lato opposto a quello per lui consueto, pronto a battere da mancino. E, incredibile, riuscì a colpire la palla e, concentratissimo, iniziò a correre verso la base che vedeva davanti a sé. Verso la terza.

L’interbase dei Pirates era Honus Wagner (uno dei primi cinque giocatori indotti nella Hall of Fame), che, dopo aver raccolto la pallina, stava quasi per tirare verso la terza. Tirò verso la prima, per effettuare l’eliminazione, ma dichiarò che in quel momento non era del tutto sicuro di fare la cosa giusta.

Al di là di questo “incidente”, St. Vrain disputò una buona stagione come lanciatore, ottenendo una media pgl di poco superiore a 2. Comunque, nella sua unica stagione in Major League riuscì ad arrivare salvo in prima ben tre volte, per una media battuta di 097.

In ogni caso, non viene ricordato per i suoi 51 strike out ottenuti contro 25 basi per ball concesse, ma per quel momento indimenticabile, in cui la confusione lo portò a correre nella direzione sbagliata.


TRA CURVE E PARABOLE

REGOLE PER TIFOSI - Breve guida per neotifosi
di SOAP

Quando mia figlia ha cominciato a giocare a softball, ho subito pensato: "Perfetto, una specie di baseball. Si batte, si corre… Quanto sarà difficile da capire?". La risposta è arrivata alla prima partita.

Mi accomodo in tribuna con altri genitori, armata di entusiasmo e di una conoscenza delle regole che definire superficiale sarebbe un complimento. Ma sono bastati pochi minuti per ricredermi… sento applausi, urla, incitamenti e termini misteriosi che sembrano appartenere a una lingua antica. Nel dubbio… applaudo quando applaudono gli altri.

La prima grande lezione arriva con una battuta alta. La palla sale verso il cielo, io sono già in piedi convinto di assistere a una prodezza offensiva, quando un difensore la prende al volo e tutti tornano tranquilli ai loro posti. Fine dell'azione. Bene, scopro così il concetto di fly out: se la palla viene presa al volo, il battitore è eliminato. Semplice. Più o meno.

La situazione si complica quando vedo un corridore rimanere immobile sulla base mentre la palla è in aria. Perché non corre? Ha paura? È stanca? No. Sta rispettando un’altra regola: deve aspettare che la presa venga effettuata prima di avanzare. A quel punto capisco che nel softball non vince sempre chi corre più veloce, ma spesso chi parte al momento giusto.

Qualche inning dopo ... La difesa tocca una base, l'arbitro alza il pugno e dichiara l'eliminazione. Nessun contatto con il corridore. Nessun inseguimento spettacolare. Eppure è out, gioco forzato. Un altro tassello che si aggiunge al puzzle. La differenza tra gioco forzato e non forzato… Si può immaginare la confusione che iniziavo ad avere in testa…

E infine … strike! No, ball!!! Ogni volta che l'arbitro chiama (o non chiama) uno strike, metà tribuna annuisce convinta e l'altra metà protesta. Dopo le prime partite ho capito una verità fondamentale: qualunque sia la decisione, qualcuno penserà che sia sbagliata.

Diverse partite sono trascorse da quella prima stagione, sicuramente va meglio, ma non posso dire di conoscere ogni dettaglio del regolamento.

Però ho imparato una cosa importante: il softball è uno sport che si scopre poco alla volta. E mentre cerchi di capire cosa abbia deciso l'arbitro, ti accorgi che tua figlia è cresciuta, ha imparato a fare squadra, a vincere e a perdere.

Alla fine, forse, la regola più importante è proprio questa: godersi la partita. Le altre si imparano lungo il cammino.

PS: cari genitori, quando sentirete l’arbitro gridare “infield fly”, e puntare il dito al cielo... Non è una forma di scaramanzia, ma una regola per evitare vantaggi scorretti della difesa. Annuite con aria competente, anche se dentro di voi state ancora elaborando.


TRA SPEAKER E SCORER  (Dialoghi tra sordi)
di DOX

Speaker’s corner

Si chiama così l’angolo di Hyde Park in Londra dove chiunque, salito su una sedia o anche solo su una cassetta vuota della frutta può tenere discorsi sparandole grosse quanto vuole. Questo è anche il compito dello speaker di Caronno.

VAI E VIENI

Arriva l’estate, chiudono le scuole, e come sempre addio campionati regolari.

Le squadre per quasi tutta l’andata hanno giocato con roster uguali, al massimo qualche lanciatrice arrivata in ritardo e ringraziamenti di squadre di bassa classifica che recuperano una insperata e preziosa vittoria. Ma ora inizia un vero e proprio tourbillon di giocatrici.

Chi arriva dagli USA dopo il termine dell’università.
Chi rientra in Italia dopo aver studiato all’estero.
Chi, straniera, ritorna in patria per incontri internazionali.
Chi oriunda riappare per giocare in nazionale, tesserata guarda caso sempre per alcune società o addirittura per squadre che non partecipano a campionati di livello.

Poi ci sono le Coppe, dove puoi aggiungere al tuo line-up giocatrici di altre squadre.
Risultato? Dopo le fermate di giugno e luglio che squadre troverai davanti ad agosto?
Le stesse dell’andata del campionato o completamente rivoluzionate?

Nelle prime giornate del ritorno una formazione, nelle ultime una totalmente diversa.
E ad agosto chi lavora magari ha le ferie, ma notoriamente le nostre atlete sono tutte professioniste e non hanno questi problemi.

La classifica intanto vede tre squadre per un posto nei play-off, con un solo punto di distacco, e con New Bollate che si è aggiunta alla solita sfida Caronno-Pianoro.

Ultima notizia sui fuoricampo, poi giuro pubblicherò solo il totale all’ultimo numero di Palla Mancata. Siamo 111-5 per ora, e diventa importante la decisione per le società il prossimo anno. Se ho dei buoni esterni che prendono tutto giocherò con la Wilson, se invece ho tre forti battitori nelle posizioni 7-8-9 giocherò con la Teammate.

Commento all’articolo del numero scorso sugli esterni.
Nelle mie letture sul funzionamento del cervello umano ho letto uno studio USA sul movimento degli esterni. Si sono accorti che i migliori partivano nella direzione giusta nel momento esatto in cui la mazza incrociava la palla. Non potevano quindi avere ancora visto la traiettoria di uscita né i primi metri su cui calcolare la direzione.
Alla fine hanno scoperto come funzionava: il cervello dell’esterno paragonava la “fotografia” del battitore con tutte quelle che aveva “visto” nella sua carriera, e dalla posizione del corpo e della mazza estrapolava la posizione di dove sarebbe finita la palla. Incredibile,vero?
(*)

(*) Siamo alle solite, si sovrappone ciò che avviene nella MLB (Major League Baseball) con ciò che avviene nei campionati di softball italiani, eventualmente quelli giovanili. Suggerisco di tenere ben separate le situazioni, ciò che avviene da una parte non necessariamente vale per l'altra, anzi mi verrebbe da dire: ciò che vale da una parte sicuramente non vale per l'altra.