RESPINTO DALLA CORTE SPORTIVA DI APPELLO IL RICORSO SULLA FINALE UNDER 19   

La Corte Sportiva di Appello, al termine di un iter discutibile, ha respinto il ricorso del Caronno in merito all'esito della semifinale Caronno-Rovigo Under 19 del 28 settembre 2025.

Pubblichiamo tutta la documentazione e il nostro commento.


Come noto Rovigo aveva avanzato riserva scritta in merito alla presunta posizione irregolare di Cristina Fenici e Sveva Mariotti, che non avevano disputato gare giovanili entro la data del 30 giugno 2025.

A nostro parere la norma era chiara, intendendo che si riferisse solo ai nuovi tesserati, come appariva chiaramente dallo Scadenziario che è parte integrante della Circolare Attività Agonistica 2025, che riportiamo.

Due sono gli elementi che dimostrano che la clausola di avere disputato gare entro il 30 giugno si riferisce solo ai nuovi tesserati:

- il diverso periodo per il tesseramento e il rinnovo, che sono quindi due casi distinti;

- l'asterisco che rimanda alla nota è posto solo in relazione al tesseramento e non al rinnovo.

D'altra parte non si comprenderebbe perché un'atleta tesserata da molti anni, assente nella prima parte della stagione per i più svariati e validi motivi, non potrebbe partecipare alle competizioni una volta rientrata. Così è infatti per i campionati seniores. In caso contrario verrebbero lesi i diritti dell'atleta la quale, ripetiamo, è una tesserata da molti anni.

Il Giudice Unico accoglie la riserva scritta di Rovigo e decreta la perdita della gara a Caronno. Sul campo Caronno aveva vinto la semifinale per 4-3. Nell'accogliere la riserva scritta il Giudice prende per buona l'interpretazione "autentica" data dalla COG (Commissione Organizzazione Gare).

Viene fatto ricorso alla Corte Sportiva di Appello la quale, intanto, smentisce il Giudice Sportivo perché ai sensi dello Statuto FIBS la COG non poteva rilasciare interpretazioni autentiche in quanto ciò era esclusiva prerogativa del Consiglio Federale e rimanda tutto allo stesso.

Il Consiglio Federale nella seduta del 10 ottobre 2025, in maniera inspiegabile avvalla l'interpretazione che estende a tutti i tesserati giovanili (nuovi e rinnovati) di aver scesi in campo prima del 30 giugno per poter partecipare alle finali nazionali.

Ciò che particolarmente sconcerta è la motivazione addotta:

Tralasciando il linguaggio utilizzato vengono spontanee alcune domande:

- un'atleta assente nella prima parte della stagione per infortunio o malattia, che guarisce per le finali in che modo inficia il giusto riconoscimento di valore del gioco?

- un'atleta assente per validi motivi di studio in che modo è parte di "comportamenti perpetrati", per il significato di "perpetrare" rimandiamo al dizionario italiano;

- far giocare atlete tesserate da molti anni che per validi motivi personali non sono scese in campo nella prima parte rappresenta una "condotta volta al raggiungimento del successo ad ogni costo"?

Le parole hanno un peso e ci sembra che qui siano state scritte frasi senza senso.

Questi i documenti, in modo che ognuno possa farsi un'idea.