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Palla Mancata |
ANNO XXV - NUMERO 6 10 MAGGIO 2025 |
| Notiziario quasi serio su quello che riguarda, non riguarda o potrebbe riguardare il softball, e non solo, a Caronno Pertusella e dintorni | ||
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IL VERO DERBY DELLA VARESINA |
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CHI, COME, DOVE E PERCHÉ |
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ARRIVEDERCI |
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Ci sono argomenti che non si vorrebbero mai trattare, anche se si parla di momenti felici e gioiosi è il contesto a rendere tutto difficile, a volte penoso. Il ricordo può essere veramente un peso. Claudia Picozzi ci ha lasciato. Per tutti "Piko", anzi "la Piko", portiamo ben vivo il ricordo del suo sorriso e della sua forza. Si è avvicinata al softball da adulta, portata da Marzia, collega di lavoro. Aveva quasi 24 anni e non proveniva nemmeno da un altro sport, semplicemente ha voluto provare con curiosità questa disciplina "americana". Ci ha messo pochissimo a mettersi a pari con le altre, che giocavano da anni, perché aveva il senso dello sport scritto nel suo DNA, e abbinandolo all'impegno e alla serietà nel fare le cose non c'è da stupirsi se sia quasi subito arrivata a giocare da titolare, e trovate il suo nome nelle schede vita FIBS (anni 1993 e 1994) tra le atlete che hanno giocato in Serie A. Per chi arriva tardi al softball si sa che la difesa è più facile da gestire della battuta. Vedendo qualche difficoltà le ho cambiato il box portandola a battere da mancina, soprattutto con la battuta in corsa. Nel 1992 è arrivata a 186 di media battuta, che non è trascurabile per chi aveva iniziato da poco. La sua carriera sportiva nella Rhea si sviluppa dalla fine degli anni novanta fino a metà dei novanta, poi entra a far parte degli Wave, la squadra amatoriale caronnese, dove gioca fino al 2022. Quando arriva negli amatori torna a battere da destra e si rivela una delle migliori mazze della squadra, anche contando i maschi. Di lei ricordo che dopo avere dato alla luce il primo figlio, con parto cesareo, dopo 5 o 6 giorni era in campo per una finale amatoriale. Credo sia un record. È capitato anche a me qualcosa di simile, dopo 11 giorni da una operazione al menisco ero in campo, ma non è mica come dare alla luce un figlio! Le immagini di gioco le trovate sul sito, qui voglio mettere qualche scatto dei viaggi negli USA. Il primo a New York nel 1991, la prima volta che la Rhea varcava l'oceano. Era stato Peter de Cataldo a organizzare gli incontri con Long Island University e Wagner College. Qui sotto il gruppo a cena al Brazilian Barbecue di Newark e di seguito Claudia vicino a May Jo Fox, la prima straniera venuta a giocare con la Rhea nel 1990, a destra Peter.
Negli anni novanta la squadra è andata più volte in Florida, ecco qualche scatto con la Piko, e con l'immancabile gruppo in piscina.
Passano vent'anni e gira una voce "... ma non sarebbe bello tornare a New York, magari andiamo a trovare Peter...". Detto fatto, si organizza il viaggio e dopo due decenni ecco ancora riunito il gruppo oltreoceano. Qui sotto al ristorante, dopo avere girovagato per tutta la giornata facendo acquisti.
Grazie Claudia, siamo onorati di averti avuta con noi per venticinque anni. Arrivederci. |
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Personaggio della settimana: Giulia Brindani, brillante prestazione in battuta con Parma |
| AD OVEST DI PAPEROPOLI |
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MASSIMO VOLTAGGIO
Se vuoi uscire |
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Piazza Laekjartong a Reykjavik sono le 23:30, in Italia l'una e trenta, ci sono 7°C e piove. Ci ripariamo nell'unico locale aperto il "Lebowski Bar", niente di speciale, ma un caldo tepore e il profumo di hamburger e patatine fritte ci attira per sederci a chiacchierare. Sono in compagnia di Bjarni Felixson, giornalista sportivo islandese, a dire il vero l'unico giornalista sportivo islandese. Ho percorso i 4097 km a bordo della Triumph Bonneville del '69 donatami da Giovanni Rana per la mia ricetta dei ravioli ripieni al gianduia, mi sono fiondato a incontrare Bjarni perché ho letto un suo articolo sulla piattaforma online "Timarit", nel quale affermava che il TDR come lo conosciamo non esisterà più, verrà trasformato in una serie di concentramenti che sminuiranno la sua natura e il senso stesso del suo esistere. A questo proposito pubblicava anche la lettera di un universitario che ha partecipato da ragazzino alla manifestazione, se vi interessa la potete leggere per intero sulla piattaforma che in precedenza ho citato: "... il baseball e il softball non vivono solo nei grandi stadi ... vivono nei cuori dei bambini e delle bambine che sognano con un guanto in mano, vive in quei giorno d'estate in cui impariamo tutti, cosa vuol dire essere squadra ...". Con la sua barba vichinga intrecciata di perline e la stazza imponente Bjarni ricorda più un guerriero che un giornalista e mentre ingoia una quantità imponente di patatine mi racconta che ha ritrovato la lettera in una bottiglia sulla spiaggia di "Narhesvik Geothermal Beach", incuriosito si è subito messo in contatto con "er duca" (*) che se vi ricordate dorme in un sottoscala negli uffici del "Consiglio dei Saggi". Er duca gli ha raccontato quello che ha sentito e Bjarni senza indugi lo ha subito pubblicato. Mestamente termino di bere il mio Bremmivin a base di patate distillate e cumino e riprendo la strada di casa ripensando alla lettera che ho avuto la fortuna di leggere per intero: "... quel torneo non è solo una manifestazione sportiva ... è un punto fermo nella crescita di tanti ragazze e ragazzi, è un rito di passaggio uno spartiacque tra il sogno e l'impegno". Per strada ho venduto la Triumph al Colonnello Massimo Voltaggio del reparto carabinieri biodiversità di Pescara, che si trovava a Reykjavik per la cura dei calli e ho comprato un elicottero Kamov Ka-52 russo da combattimento, arrivo a casa prima e posso sempre usarlo per invadere la Lombardia che " E' MIA". M state tranquilli, la situazione si risolverà in un modo nell'alcool.
Tanti cari saluti, GB (*) L'unico Duca che conosco è il Duca di Paducah (The Duke of Paducah), del quale ho potuto vedere in originale il telegramma spedito a Elvis Presley dopo una sua brillante prestazione televisiva. Il tutto è esposto nei Sun Studios di Memphis, Tennessee (... Long distance information / give me Memphis, Tennessee, ... Chuck Berry, 1959). |
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| FERO, FERS, TULI, LATUM, FERRE |
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REGOLE NON SCRITTE |
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Baseball e softball sono discipline sportive con moltissime regole e spesso anche gli arbitri ne dimenticano qualcuna. Ma sono sport in cui hanno molto valore le regole non scritte, soprattutto nel baseball, e dal momento che molti tecnici e manager di softball hanno un background nel baseball, questi trasferiscono un certo rispetto per queste regole anche nel softball. Ma cosa sono queste "regole non scritte"? Come suggerisce il nome, essendo non scritte, il margine di interpretazione è ampio su cosa siano realmente. Il loro obiettivo principale è quello di far rispettare il gioco e gli avversari. Ad esempio, se si è in grande vantaggio nel punteggio non si ruba una base e non si tenta una smorzata a sorpresa (cosa che non si deve fare nemmeno per tentare di rompere una no-hit), non si cerca di aumentare il vantaggio a tutti i costi, non ci si pavoneggia dopo aver fatto qualcosa di buono, non si sta a guardare la traiettoria della pallina dopo aver battuto un home run e non si passeggia per le basi dopo averlo battuto … in breve, non si deve ridicolizzare l’avversario e lo si deve rispettare, ma anche questo si presta a varie interpretazioni, perché la sensazione di mancanza di rispetto può variare ampiamente da giocatore a giocatore. Ma qual è la punizione nel caso si infranga una di queste regole? Non può essere una punizione decisa da un arbitro, per cui è spesso la parte offesa a vendicarsi. Come? Colpendo il battitore con un lancio. In genere colpendo il “colpevole”, ma a volte un compagno di squadra. A questo punto il corridore colpito va di diritto in prima base, ma non finisce qui, perché il lanciatore compagno del colpito cercherà a sua volta di colpire un battitore avversario, e questo può portare a un intervento arbitrale che può considerare volontaria questa azione (e lo è) ed espellere il lanciatore. In caso di scarso rispetto nei confronti non di un avversario, ma del gioco e dei limiti della sportività, non si viene puniti dal lanciatore avversario, ma dal Tribunale del Canguro (di cui parleremo prossimamente). Si deve però tenere presente che regole non scritte riguardano anche il pubblico, soprattutto una: non si deve parlare di no-hit o di partita perfetta mentre questa è in corso. Fra l’altro, si dice che porti male. (*) (*) Dillo a Dox. |
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| TRA CURVE E PARABOLE |
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LA STAGIONE DELLE
PIOGGE |
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Nel percorso di crescita dei nostri giovani atleti, ogni giorno rappresenta un’occasione per imparare, migliorare e rafforzare il proprio legame con lo sport. Non tutte le giornate, tuttavia, offrono le condizioni ideali per scendere in campo. La pioggia, con la sua capacità di trasformare un terreno di gioco in un’area impraticabile, impone delle pause forzate. Ma anche queste giornate, apparentemente prive di attività, possono rivelarsi preziose, facendo emergere la capacità di adattarsi, di mantenere alta la motivazione e di continuare a coltivare la propria passione, anche lontano dal diamante. Quando la pioggia rende il campo impraticabile, si apre una giornata che inizia spesso con un senso di frustrazione. Nessuna terra rossa sotto i piedi, nessun fuoricampo da festeggiare, nessun grido di entusiasmo per una presa al volo. Il messaggio è chiaro: “Partita annullata”. E con esso, subentra un’immediata delusione. Tuttavia, chi nutre una profonda passione per lo sport sa bene che anche una giornata grigia può rivelarsi ricca di opportunità. La mattinata scorre lentamente, ma non inutilmente. È il momento ideale per portarsi avanti con i compiti, magari con la playlist della squadra in sottofondo, per concedersi una colazione più tranquilla del solito e per mantenere una minima attività fisica. Anche tra le mura domestiche si può mantenere il ritmo. Il pomeriggio diventa un equilibrio tra relax e dedizione. Si accede a YouTube per guardare partite, analizzare le tecniche, osservare i dettagli che fanno la differenza. E perché no, qualcuno si esercita davanti allo specchio, perfezionando la posizione da battitore, la corretta postura del guanto o lo swing. La pioggia non ferma i momenti di connessione con le compagne, anche a distanza. Una breve chiamata o qualche messaggio nel gruppo servono a raccontare la giornata, scherzare, condividere qualche meme a tema softball. Il corpo può riposare, ma la mente continua ad allenarsi e la passione resta viva, ogni giorno, anche quando il cielo è grigio. In attesa dei recuperi, ma questa è un’altra storia… |
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| TRA
SPEAKER E SCORER
(Dialoghi
tra sordi) di DOX |
Speaker’s corner Si chiama così l’angolo di Hyde Park in Londra dove chiunque, salito su una sedia o anche solo su una cassetta vuota della frutta può tenere discorsi sparandole grosse quanto vuole. Questo è anche il compito dello speaker di Caronno. |
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DIAMO I NUMERI |
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Cosa c’è di strano? È una vita che diamo i numeri, e allora? Ma stavolta intendiamo in senso di cifre, meglio di statistiche. Mancano ancora 30 partite per finire l’andata e le nostre battitrici hanno già messo a segno ben 50 homer. Se continua così finiremo il campionato regolare con 120 fuoricampo.
A parte le battute (doppio
senso) è forse il caso di ragionare sul tipo di palla da usare. Caronno ha sempre avuto il suo punto di forza in una ferrea difesa, quest’anno invece abbiamo già un numero industriale di errori. In compenso siamo ai primi posti in battuta. Punti segnati: primo Bollate 122, secondo Caronno 83. Valide primo Bollate 125, secondo Pianoro 107, terzo Caronno 100. RBI: Primo Bollate 108, secondo Caronno 75. Media battuta: Primo Bollate 369, secondo Pianoro 342, terzo Caronno 329. (**) Solo negli homer siamo indietro, solo 4 contro 12 di Forlì e 14 di Saronno.
E per il solito confronto
con Pianoro, come lanciatori loro sono a 3.23 e noi 3.97. La classifica
oggi ci dà terzi, si deciderà tutto col solito scontro con Pianoro tra
due settimane. Intanto vedremo il vero valore di Saronno, che ha di fila
Forlì e Bollate. A causa del riscaldamento globale, il monsone si è trasferito dall’Indonesia all’Altomilanese, risultato niente allenamenti e decine di partite giovanili rinviate. Per puro c...aso siamo riusciti a giocare gli incontri di A1, ma tutti con pioggia fino a poche ore dall’inizio e diluvio due minuti dopo la fine! Ci è andata bene, e meglio ancora alle squadre in trasferta. Grande lavoro della folta squadra di greenkeeper. Di nuovo complimenti a Giulia, che ha seguito il consiglio e girato la mazza. Risultato, due lunghi e potenti doppi. Le giovani stanno battendo bene, che sia già il risultato del lavoro dei Gonzalez&Gonzalez? (*) Mi permetto di dissentire, non credo sia una questione di palle, ma di abbinata battitore-lanciatrice. Rispetto a una volta la potenza dei battitori è cresciuta a dismisura e allo stesso tempo non sono cresciute le lanciatrici. Ecco la ragione dei (molti) fuori campo. (**) Mi pare un po' presto per fare confronti, la classifica è suddivisa in due parti, il numero di puniti segnati dipende molto da quali squadre si sono incontrate in questa prima parte del campionato. |
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